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Trudeau contestato dai sindacalisti a Hamilton

Trudeau contestato dai sindacalisti a Hamilton

TORONTO – Contestato, e pure sonoramente. Tanto da doversi allontanare dalla sfilata, per farvi ritorno ad animi placati.

È successo al primo ministro Justin Trudeau, che – ad una cinquantina di giorni dal voto federale – aveva scelto la cittadina industriale di Hamilton, un tempo roccaforte neodemocratica, per far campagna elettorale durante la marcia della Giornata per il lavoro.

Ma la scelta non sembra bbia dato i frutti voluti, considerato che – lungo il percorso – il leader dei liberali è stato fatto oggetto di una vera e propria contestazione, al grido di “Hey hey ho ho, Trudeau has got to go” (“Trudeau deve andarsene”, ndr).

Sebbene fosse accompagnato da elementi di spicco del mondo sindacale, quali Joe Mancinelli – vice presidente e manager regionale per il Canada centrale ed orientale del LiUNA – Trudeau è stato accolto da una salve di sonore disapprovazioni, sfociate persino in aperti insulti, specie da alcuni membri del sindacato dei lavoratori postali Local 548.

Nonostante la massiccia presenza da parte della polizia di Hamilton e dell’RCMP, i lavoratori postali – guidati da Max Guerrero – hanno cercato di impedire a Trudeau di proseguire la sua marcia lungo Bay Street, nella cittadina industriale.

Nonostante il personale intervento di Mancinelli, per placare gli animi, Guerrero e i suoi si sono rifiutati di spostarsi dalla strada, impedendo – di fatto – a Trudeau di proseguire, senza che si corresse il rischio di scontri con la polizia, un evento che avrebbe di certo turbato la missione elettorale che il primo ministro aveva intenzione di svolgere senza clamori.

Trudeau è stato così costretto a rientrare nel suo suv nero e blindato ed attendere che la buriana passasse. Il leader del sindacato dei postali CUPW Local 548, Terry Langley, rivolgendosi alla stampa presente ha detto “siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Volevamo essere certi – ha proseguito Langley – che lui (Trudeau, ndr) capisse che non siamo a¡atto contenti del lavoro da lui svolto”.

I lavoratori delle poste protestavano perché delusi che il governo Trudeau li avesse obbligati – lo scorso novembre – a tornare al lavoro, in occasione del loro sciopero per il rinnovo del contratto di categoria ed il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Non solo i sindacalisti, ma anche alcuni cittadini – presenti lungo il percorso della marcia – hanno gridato a Trudeau epiteti come “scab” (crumiro, ndr), imputandogli una presunta antipatia nei confronti dei sindacati e delle loro rivendicazioni at large.

A marcia conclusa, Trudeau è poi riapparso – circondato dalla sua scorta – a Bayfront Park, dove ha stretto mani e si è concesso ai selfie coi suoi sostenitori. Non ha però preso la parola, né è salito sul palco, per rivolgere un saluto alla folla presente.

Ad Hamilton era presente anche il leader dei neodemocratici, Jagmeet Singh, accompagnato dai candidati dell’NDP per i collegi limitrofi.

Giorgio Mitolo

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