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Tra Riesi e Ravanusa, quando il Comune fa le valigie

Tra Riesi e Ravanusa, quando il Comune fa le valigie

Tra Riesi e Ravanusa, quando il Comune fa le valigie

di Francesco Veronesi

TORONTO – Riesi e Ravanusa, Licata e Castelnuovo di Conza, passando per Gemona del Friuli e Carrega Ligure. Sono moltissimi i Comuni italiani che, come nel lontano passato, stanno vivendo il fenomeno di un forte flusso migratorio che incide pesantemente sul calo della loro popolazione.

Capita molto spesso che gli abitanti che lasciano la cittadina siano così numerosi da costituire una parte molto cospicua dell’intera popolazione. E capita, in più di 50 Comuni registrati nel rapporto Migrantes, che il numero dei residenti che si vanno a stabilire all’estero sia di molto superiore a quello di chi decide di restare.

Siamo quindi di fronte a un fenomeno tipico delle varie ondate migratorie degli italiani nel secolo scorso che si sta riproponendo anche in questi anni. Non bisogna dimenticare, poi, che lo studio Migrantes tiene conto solamente degli italiani che sono ancora in possesso della cittadinanza e non di quelli che l’hanno persa prima del 1992: altrimenti i numeri sarebbero esponenzialmente maggiori.

Sono tutti siciliani i Comuni italiani – con una popolazione compresa tra i 10mila e 100mila abitanti – che hanno registrato una maggiore incidenza tra emigrati e residenti. Al primo posto si trova Riesi, in provincia di Caltanissetta, che registra una popolazione di 11.586 abitanti ai quali vanno sommati 7.263 cittadini che attualmente risiedono all’estero (incidenza 62,7%). La seconda posizione nel 2016 è stata raggiunta da Ravanusa (Agrigento) con 11.766 cittadini e 6.613 iscritti all’Aire (56,2%). Sul podio si piazza poi Barrafranca (Enna) che con i suoi 7.514 cittadini che vivono all’estero registra un’incidenza del 56%.

A seguire, Palma di Montechiaro, sempre in provincia di Agrigento (23.302 abitanti contro i 10.663 emigrati), Leonforte (Enna, 13.439 residenti e 5.668 emigrati) e Licata (Agrigento, 37.979 residenti e 15.903 emigrati). Poi è la volta di due Comuni calabresi. Si tratta di Bagnara Calabra (Reggio Calabria, 10.255 abitanti, 3.968 emigrati all’estero) e San Giovanni in Fiore (Cosenza, 17.372 residenti, 6.303 partiti).

Si continua con una lunga serie di cittadine siciliane – San Cataldo (Caltanissetta), Campobello di Licata (Agrigento), Grammichele (Catania), Raffadali e Favara (entrambe nell’Agrigentino) – fino ad arrivare al primo Comune pugliese: si tratta di Taurisano (Lecce), con una popolazione residente di 11.928 persone di fronte a 3.679 emigrate all’estero.

La lista prosegue con il primo Comune friulano, Gemona del Friuli (Udine), con 10.964 abitanti e 3.243 emigrati. Tante sono le cittadine che registrano un grado di incidenza maggiore del 25%: tra queste San Marco in Lamis (Foggia), Cingoli (Macerata), Massa Lubrense (Napoli), Bisignano (Cosenza), Volpago del Montello (Treviso) e San Nicandro Garganico (Foggia). Nelle prime cinquanta posizioni, inoltre, troviamo dei Comuni di emigrazione storica: è il caso di Pachino (Siracusa), Cetrano (Cosenza) e Castellammare del Golfo (Trapani), dei quali esiste una comunità numerosissima anche qui in Canada.

Ma è nei Comuni con meno 10mila abitanti che si ripete un fenomeno tipico dei flussi migratori del secolo scorso: quello della popolazione residente nettamente minore dei cittadini che hanno fatto le valigie per l’estero.

In testa alla classifica troviamo Castelnuovo di Conza (Salerno), che con i suoi 619 residenti contro i 2.530 emigrati ha registrato un grado di incidenza migratoria del 408,7%. Sul podio troviamo poi Carrega Ligure (Alessandria), con 84 residenti e 279 emigrati (332,1%) e Acquaviva Platani (Caltanissetta), con 948 residenti e 2.492 emigrati (262%).

Hanno registrato un’incidenza migratoria al di sopra del 200% Briga Alta (Cuneo), Roio del Sangro (Chieti), Santomenna (Salerno) e Gallo Matese (Caserta). Seguono poi tre cittadine molisane in provincia di Campobasso – Castelbottaccio, Duronia e San Biase – e due abruzzesi in provincia di Chieti, Rosello e Borrello.

Si va avanti con Drenchia (Udine), Sant’Angelo Muxaro (Agrigento), Soverzene (Belluno), Cairano (Avellino), Paludi e San Pietro in Amantea (Cosenza), Salle (Pescara) e Casalattico (Frosinone).

Il fenomeno, seppur in dimensioni infinitamente minori, si è sviluppato anche nelle città con più di 100mila abitanti. Qui è Trieste a guidare la classifica con 204mila abitanti e 28.468 emigrati (13,9%), seguita da Roma con 2.864.731 abitanti e 301mila emigrati (10,5%) e Livorno con una popolazione di 159mila persone e 12.821 emigrati (8,1%). Seguono nell’ordine Trento, Bolzano, Genova, Rimini, Siracusa, Catania, Ancona, Bergamo, Milano e Venezia.

(Mercoledì 12 ottobre 2016)

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