CorrCan Media Group

Spettro sciopero, scuole chiuse da lunedì

Spettro sciopero, scuole chiuse da lunedì

TORONTO – La corsa contro il tempo è iniziata. Rimangono due giorni per poter scongiurare lo sciopero dei 55mila aderenti al Canadian Union of Public Employees (CUPE).

Alle 4:30 di oggi pomeriggio governo e sindacato siederanno di nuovo al tavolo dei negoziati.

Saranno 646mila gli studenti dei board che finora hanno annunciato la chiusura delle scuole in caso di sciopero, a rimanere a casa; 155mila quelli del provveditorato di Peel, 127mila quelli di York, 81mila di quello cattolico di Dufferin-Peel, 54mila del cattolico di York e 43mila quelli delle scuole cattoliche di Ottawa.

Anche le 582 scuole del TDSB – frequentate da 246mila studenti – e tutte le scuole del TCDSB rimarranno chiuse.

Sia la presidente del sindacato di categoria del CUPE Laura Walton che il ministro della Pubblica Istruzione Stephen Lecce hanno affermato che le parti sono disposte a impegnarsi a fondo durante il fine settimana per raggiungere un accordo.

«Farò tutto quello che sarà necessario affinché i bambini possano rimanere in classe», ha detto il ministro.

«Saremo lì giorno e notte per cercare di garantire non solo che torneremo al lavoro lunedì, ma anche a strappare al governo l’impegno a investire di più negli studenti», ha affermato la Watson.

La volontà c’è da entrambe le parti ma le questioni in sospeso sono numerose e non di facile risoluzione: tra queste i giorni di malattia e il taglio dei finanziamenti ai provveditorati scolastici causa della perdita di centinaia di posti di lavoro.

«Il punto chiave fin dal momento in cui i negoziati sono iniziati rimangono il mantenimento dei servizi e l’annullamento dei tagli fatti dal governo la scorsa primavera – ha detto la Watson – non possiamo tollerare situazioni in cui le biblioteche rimangono chiuse e di conseguenza non vengono garantiti spazi sicuri agli studenti».

Dallo sciopero bianco, iniziato lunedì scorso a quello totale, che in mancanza di un accordo inizierà lunedì, il passo è stato breve. L’annuncio dell’imminente serrata, fatto dalla Watson mercoledì, ha lasciato basito il ministro Lecce.

Il suo team, ha detto il ministro, domenica scorsa riteneva di essere a un passo dall’intesa per cui il repentino cambio di programma – da sciopero bianco a sciopero a tutto tondo – lo ha colto di sorpresa. «Non riesco a capire cosa possa essere cambiato nel giro di 48 ore, è inconcepibile», ha detto Lecce secondo il quale il sindacato è ansioso di incrociare le braccia nel bel mezzo di una campagna elettorale nella quale i liberali hanno fatto di tutto per attirare l’attenzione sui tagli dell’amministrazione Ford. «Quello che so è che il giorno dello sciopero è il primo giorno del dibattito dei leader federali», ha affermato.

Quel che il ministro dell’Istruzione ritiene essere lo scoglio più grande per poter rinnovare il contratto scaduto il 31 agosto è la modifica alle disposizioni in materia di congedo per malattia dei lavoratori, in base alle quali possono prendere 11 giorni di ferie a piena retribuzione e fino a 120 giorni supplementari con una retribuzione del 90%.

«La stragrande maggioranza non usufruisce neppure di 11 giorni – ha confutato la Watson – quando le persone necessitano di questi giorni è perché hanno gravi patologie o hanno bisogno di una convalescenza dopo un intervento chirurgico».

La Watson ha spiegato che l’attuale accordo di congedo per malattia è stato dato ai lavoratori quando il precedente governo liberale ha imposto loro un contratto che ha portato via la loro capacità di accumulare le giornate di malattia non usufruite e averle pagate.

La decisione di numerosi provveditorati della provincia di chiudere le scuole durante la vertenza sindacale, secondo la Watson, prova che il lavoro dei membri del CUPE viene ritenuto indispensabile. «I provveditorati dimostrano così facendo il valore del nostro lavoro nelle scuole – ha concluso la Watson – senza di noi le scuole non possono operare».

More in Breaking News