Sicurezza, Siria e Iraq nel summit Gentiloni-Trump a Washington

di Francesco Veronesi del April 19, 2017
TORONTO - Sicurezza, lotta al terrorismo, crisi in Siria, Iraq e Libia. Se nell’incontro di venerdì a Ottawa tra Paolo Gentiloni e Justin Trudeau al centro dei colloqui saranno le relazioni commerciali e il Ceta, nel summit alla Casa Bianca di domani tra il premier italiano e Donald Trump sarà la politica estera a farla da padrone. Secondo le ultime indicazioni che arrivano dagli Stati Uniti, infatti, il presidente americano è pronto a chiedere all’Italia un impegno maggiore nella missione a guida americana in Siria e in Iraq. Secondo quanto scritto da La Stampa nell’edizione di ieri, Trump sarebbe intenzionato a domandare a Gentiloni la partecipazione dei militari italiani in operazioni belliche in prima linea contro l’Isis in Iraq. Un’ipotesi questa che per ora non ha trovato conferme, ma che rientra nella strategia complessiva del presidente Usa che continua a chiedere un maggiore impegno - finanziario, di mezzi e di uomini - a tutti gli alleati della Nato.
L’Italia, per ora, ha messo a disposizione solamente un numero limitato di militari che però non stanno al fronte: sono impegnati infatti nell’addestramento delle forze di sicurezza irachene e nella difesa della preziosa diga a 38 chilometri da Mosul. Con i suoi 1.500 soldati che fanno parte della missione Prima Parthica, l’Italia ha il secondo contingente più numeroso in Iraq nella missione a guida Usa, dietro solamente agli americani.
Nonostante la possibile richiesta del presidente americano, appare molto difficile che Gentiloni possa garantire uno sforzo maggiore sul suolo iracheno. Il premier italiano non sembra intenzionato a cambiare le modalità della partecipazione italiana alla coalizione. Inoltre l’Italia ha già stanziato all’estero militari in Libia, in Afghanistan, in Libano e nei Balcani.
Di sicuro Gentiloni garantirà il pieno appoggio italiano al pressing americano sul regime di Assad. E nel contributo italiano alle operazioni americane è contenuto anche l’utilizzo delle basi Usa in territorio italiano - 59 tra basi navali, militari, aeree, istallazioni e centri addestramento - che ospitano tuttora più di 11mila militari statunitensi.
Ma il vertice di domani alla Casa Bianca può anche essere visto come una tappa intermedia verso il summit G7 di Taormina, in programma nella cittadina siciliana il 26 e il 27 maggio. Trump, da quando è stato eletto alla presidenza, si è già incontrato con tutti i leader dei Paesi G7 - Regno Unito, Germania, Giappone, Canada - eccetto il presidente francese Francois Hollande, tenendo conto del fatto che la Francia tra cinque giorni andrà alle urne. All’appello mancava solo Gentiloni. Il premier italiano, dopo il meeting con Trump, si incontrerà il 21 aprile a Ottawa con il primo ministro canadese Trudeau. 
 

Potrebbero interessarti...

Il Canada riconosca il contributo degli italiani
di Odoardo DiSanto il November 23, 2017
TORONTO - Quest’anno ricorre il 150º anniversario del Canada, celebrato, a dir la verità, in tono minore in contrasto con il Centenario di cui Expo 67 di Montreal rispecchiò l’ottimismo e lo slancio di un popolo giovane che attrasse l’attenzione del mondo .
Per 2017 invece poca cosa: il governo ha emesso un francobollo commemorativo, una banconota di dieci dollari, ha scelto il tulipano Maple Leaf come fiore ufficiale dell’anniversario. Ha commissionato 150 murali. 
Ha concesso entrata libera ai parchi nazionali. Il Film Board ha ordinato qualche documentario. La città di Windsor ha eretto un palo di 150 pedi per sorreggere una gigantesca bandiera.
Bob Hepburn sullo Star ha posto la ricorrente ed adusa domanda che cade ormai nell’indifferenza generale e cioè: “Sarà il 150° anniversario la volta buona per liberarci della Monarchia inglese?”.
Gli aborigeni hanno lamentato lo scarso rilievo dato alla loro storia.
Il Canada è un paese giovane che si sta realizzando con successo. Pilastro della sua storia è il contributo di milioni di immigrati tra cui gli italiani che hanno costruito il Paese letteralmente pezzo per pezzo.
Fino al secondo dopoguerra Toronto era una sonnacchiosa e noiosa città provinciale dove imperava la morale vittoriana, con una classe dirigente per lo più a conduzione massone che gestiva, gratia dei, il potere cittadino, legata ai riti orange, celebrati nelle annuali parate.
Il duro lavoro e la creatività degli immigrati principalmente italiani ne hanno fatto una metropoli costantemente ai primi posti nelle classifiche mondiali per qualità di vita e per vitalità economica e culturale.

Comments are closed.

Il quotidiano italiano in Canada
© Copyright M.T.E.C. Consultants LTD.
3800 Steels Ave. W., Suite 300, Vaughan ON, Canada
Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.