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Si sblocca lo stallo, si va verso l’approvazione del Ceta

Si sblocca lo stallo, si va verso l’approvazione del Ceta

Si sblocca lo stallo, si va verso l’approvazione del Ceta

di Francesco Veronesi

TORONTO – Il pressing serrato degli ultimi giorni ha dato i suoi frutti. Il governo belga ha annunciato ieri che tutti e quattro i parlamenti – quello federale e i tre regionali – con potere di veto sono pronti a dare il via libera all’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Canada.

Si sblocca lo stallo, si va verso l’approvazione del Ceta

di Francesco Veronesi

TORONTO – Il pressing serrato degli ultimi giorni ha dato i suoi frutti. Il governo belga ha annunciato ieri che tutti e quattro i parlamenti – quello federale e i tre regionali – con potere di veto sono pronti a dare il via libera all’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Canada.

L’approvazione formale dovrebbe avvenire entro la giornata di oggi o al più tardi domani. Si è quindi sbloccato lo stallo delle ultime settimane provocato dal niet della Vallonia al Ceta, un no che aveva quasi fatto deragliare l’approvazione del trattato, facendo saltare il summit che era stato messo in programma proprio ieri a Bruxelles per la firma ufficiale alla presenza del primo ministro canadese Justin Trudeau e del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

Il tiremmolla aveva provocato parecchi imbarazzi nel Vecchio Continente: la Vallonia, regione francofona del Belgio con appena 3,6 milioni di abitanti, aveva esercitato il suo potere di veto sull’accordo, “tenendo in ostaggio” – è stato questo uno dei commenti più frequenti – 500 milioni di europei e 36 milioni di cittadini canadesi.

Negli ultimi giorni, proprio per limare le differenze e giungere a una posizione comune, il governo belga e l’Unione Europea avevano avviato una serrata trattativa lontano dai riflettori con i delegati della Vallonia. Il forcing diplomatico sembra quindi aver dato i suoi frutti.

Ieri il primo ministro belga Charles Michel ha fatto sapere che “finalmente l’impasse è stato superato”. “Accordo in Belgio sul Ceta – ha scritto dal suo account Twitter – Tutti i parlamenti potranno approvare l’accordo entro la mezzanotte di domani. È un passo importante per l’Unione Europea e per il Canada”.

A quanto pare, il pressing delle delegazioni Ue è servito a superare i due principali scogli denunciati dalla Vallonia: quello riguardo determinate garanzie richieste dal settore agricolo della regione e quello sulla risoluzione delle dispute che coinvolgono aziende private e gli Stati firmatari dell’accordo. Quest’ultimo fattore, tra l’altro, era stato uno dei nodi principali che avevano rallentato il processo di approvazione del trattato anche nei mesi scorsi, con la Germania in particolare che non aveva nascosto le proprie perplessità rispetto alle previsioni contenute nel Ceta.

Una volta che tutti gli attori istituzionali del Belgio – Vallonia compresa – daranno luce verde all’accordo, questo dovrà essere ripresentato agli altri 27 Stati membri. A questo punto, fanno sapere da Bruxelles, resta da capire se le modifiche apportate al documento sono talmente profonde da richiedere una nuova firma da parte di tutti gli Stati membri o se il primo via libera già dato dai 27 sarà ritenuto sufficiente. In ogni caso si tratta di problematiche di carattere procedurale e non più di carattere politico. In sostanza, nel Vecchio Continente è stato raggiunto un accordo: la firma del trattato con il Canada è quindi una questione di settimane, se non di giorni.

Ottawa, dal canto suo, ha deciso negli ultimi giorni di mantenere un profilo basso, non volendo dare l’impressione di ingerenze inopportune in una fase estremamente delicata nella quale, ad un certo punto, sembrava che l’accordo fosse ormai diventato carta straccia.

Ieri il ministro del Commercio Estero Chrystia Freeland si è affidato al proprio portavoce, lasciando trapelare un cauto ottimismo.

“Si tratta di uno sviluppo positivo – si legge nella nota diramata ieri – ma c’è ancora del lavoro da fare. Rimangono dei passi da fare prima della firma”. Tradotto: il Canada è pronto a siglare l’accordo, quando sarà pronta anche tutta l’Unione Europea, si potrà passare dalle parole ai fatti.

Secondo i calcoli del governo canadese, una volta entrato in vigore il Ceta dovrebbe produrre benefici economici al Canada non inferiori ai venti miliardi di dollari all’anno, aprendo le porte dei mercati europei ai prodotti del nostro Paese.

(Venerdì 28 ottobre 2016)

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