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Sciopero scuola, fiato sospeso in Ontario

Sciopero scuola, fiato sospeso in Ontario

TORONTO – Si è cercato di raggiungere un accordo in extremis.

I colloqui tra il Canadian Union of Public Employees (CUPE) e il governo dell’Ontario, iniziati alle 4 di venerdì pomeriggio si sono protratti fi no alla mezzanotte di ieri.

È proprio per questo motivo che ieri non siamo riusciti ad apprendere, prima di andare in stampa, se l’agognato accordo tra sindacato e governo sia stato raggiunto ed oggi le scuole riapriranno regolarmente.

Il braccio di ferro tra i 55mila bidelli, personale amministrativo e informatico, personale di supporto scolastico, supervisori della scuola secondaria e istruttori di lingue internazionali va avanti da tempo.

La riforma del sistema scolastico di Ford – caratterizzata dal pesante taglio dei fondi ai provveditorati – non ha fatto altro che inasprire la situazione.

Dopo lo sciopero ‘bianco’ iniziato il 30 settembre, il 2 ottobre è arrivato l’annuncio da parte del CUPE di una intensificazione della astensione dal lavoro a partire da oggi. La situazione è così precipitata nel giro di pochi giorni.

Con i colloqui interrotti e le parti distanti, ha detto la presidente del sindacato di categoria del CUPE Laura Watson, non c’è altra scelta, se non la serrata.

Serrata che ha colto di sorpresa il ministro della Pubblica Istruzione Stephen Lecce che ha ribadito in più occasioni di aver creduto che un accordo sul rinnovo del contratto fosse lì, a portata di mano. Evidentemente non è stato così e dall’annuncio della protesta provveditorati e genitori hanno cominciato a chiedersi cosa fare nel caso i colloqui dell’ultima ora fossero finiti per essere un buco nell’acqua.

Giovedì scorso numerosi provveditorati – Peel, York, quelli cattolici di Dufferin-Peel e York e Ottawa, il Toronto District School Board e il Toronto Catholic District School Board hanno annunciato che in caso di sciopero dei membri del CUPE tutte le loro scuole rimarranno chiuse. “Senza bidelli, impiegati, assistenti scolastici e altro personale – hanno comunicato ai genitori – non possiamo garantire la sicurezza degli studenti”.

Nel giro di qualche ora anche i provveditorati pubblico e cattolico di Durham e Niagara, quelli cattolici di Hamilton-Wentworth, di London, Halton e tantissimi altri della provincia, hanno annunciato una eventuale chiusura.

Non è stato quindi un fine settimana all’insegna della tranquillità, quello passato, per i genitori dei bambini che debbono trovare una sistemazione per i figli.

Brampton e Vaughan hanno già deciso di organizzare “camp” full-time. Davanti allo Sheraton Centre di Queen Street West, dove si sono tenuti i negoziati, ieri l’Ontario Public Service Employees Union (OPSEU) ha guidato una manifestazione in segno di solidarietà con il CUPE.

«Rappresentiamo anche i lavoratori dell’istruzione… Non solo siamo solidali ma quello che succede con il CUPE potrebbe avere un profondo impatto sui nostri negoziati – ha affermato il presidente Warren (Smokey) Thomas, il cui sindacato dovrà negoziare il rinnovo del contratto il 14 novembre – il governo deve sapere che la loro lotta con il CUPE non è ristretta a un solo sindacato».

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