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Positivi 43 canadesi sulla Diamond Princess

Positivi 43 canadesi sulla Diamond Princess

Positivi 43 canadesi sulla Diamond Princess

TORONTO – Sono ora 43 i canadesi risultati positivi ai test del coronavirus sui 256 connazionali imbarcati sulla Diamond Princess, la nave da crociera bloccata nel porto di Yokohama, in Giappone. Lo ha confermato ieri il ministro per la sanità federale, Patty Hajdu.

Positivo al Covid-19 anche il primo italiano presente sulla nave – sui 35 a bordo – un passeggero in crociera con la moglie.

La principale fonte di contaminazione al di fuori della Cina rimane infatti la lussuosa nave da crociera, con 3.711 passeggeri ed almeno 544 persone contagiate a bordo, 43 delle quali – appunto – canadesi.

Il ministro degli esteri François-Philippe Champagne ha confermato che, nella giornata di domani, dovrebbe partire dalla città giapponese i primi canadesi che sono risultati negativi ai test e che – una volta atterrati alla base militare CFB di Trenton, in Ontario – trascorreranno i 14 giorni previsti di quarantena.

Sul volo dell’aeronautica militare italiana invece, partito ieri da Pratica di Mare per Yokohama, potrebbero essere imbarcati – oltre a 22 italiani – anche 35 cittadini di varie nazionalità europee.

Questi viaggeranno senza speciali misure di protezione se non quelle già adottate per il rientro degli italiani da Wuhan.

L’atterraggio del velivolo militare sul suolo italiano è previsto per la giornata di domani. Su un secondo volo – che al momento non è ancora stato programmato e che dipenderà anche dalle decisioni delle autorità sanitarie nipponiche – salirà invece il passeggero risultato positivo, che tornerà in Italia in regime di ’alto biocontenimento’ come è avvenuto per Niccolò, lo studente 17enne di Grado che era rimasto bloccato a Wuhan.

Nel frattempo, il numero delle vittime del Covid-19 nel mondo è salito a 1.873, mentre i contagiati sono quasi 74mila. Ma l’Oms – i cui esperti sono già da un paio di giorni in Cina per controllare i numeri dei contagi – mette in guarda contro inutili allarmismi e misure “sproporzionate”.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, il numero di contagi nella Cina continentale, esclusi Hong Kong e Macao, è salito appunto a 73.335. Nel resto del mondo, sono state identificate circa 900 persone infette in trenta Paesi e territori, sette delle quali in Canada, tra British Columbia ed Ontario. E al di fuori dell’Hubei, la provincia cinese isolata da un cordone sanitario, nelle ultime 24 ore sono state identificati solo 79 nuovi casi di contagio.

Ma l’Oms ha cercato di essere rassicurante: fuori dalla provincia cinese di Hubei, epicentro dell’epidemia, Covid-19 “colpisce una percentuale molto piccola della popolazione” e il suo tasso di mortalità è circa il 2%.

L’incremento dei livelli di due sostanze nel sangue – la citochina interleuchina-6 ed il recettore dell’interleuchina-2 – possono predire l’evoluzione e la gravità dell’infezione.

I ricercatori del Tongji Hospital di Wuhan hanno infatti scoperto che il loro aumento di livello nel siero può indicare l’evoluzione verso una forma grave di polmonite nei pazienti infettati dal Covid-19.