Ora basta sputare sugli italiani residenti all’estero

di Francesco Veronesi del November 22, 2016

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di Francesco Veronesi

TORONTO - Basta sputare e gettare fango contro gli italiani residenti all’estero. In questi ultimi giorni, complice anche un clima avvelenato dalle tossine referendarie, abbiamo assistito allibiti a un moltiplicarsi di accuse, sospetti, insinuazioni contro gli italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali. Prima è arrivato l’allarme brogli - cavalcato dal Fatto Quotidiano e ripreso in grande stile da buona parte della stampa italiana - poi le polemiche sulle lettere spedite da Matteo Renzi e Massimo D’Alema per illustrare le ragioni del Sì e del No sul voto del 4 dicembre, quindi l’ennesimo fuoco incrociato del Movimento Cinque Stelle contro il diritto di voto di chi risiede all’estero. Augusto Minzolini, ex senatore di Forza Italia costretto a lasciare Palazzo Madama dopo la condanna a due anni e mezzo di carcere per peculato, riassumeva la questione in un tweet: “Voto all’estero a rischio imbrogli: ma perché chi vive in un altro Paese deve decidere su regole che non lo riguarderanno? Italia senza senso”.

A dirla tutta siamo davvero stufi di dover ascoltare senza reagire luoghi comuni triti e ritriti sugli italiani che vivono all’estero. Il sistema è a rischio brogli esattamente come lo è in Italia. Se sono stati individuate delle falle che mettono in pericolo la regolarità del voto, è compito del legislatore italiano trovare dei rimedi efficaci, non certo il nostro.

Per quanto riguarda lo scontro sulle lettere inviate dai Renzi e D’Alema: ma davvero c’è qualcuno in Italia che pensa che uno possa votare in un modo o nell’altro perché persuaso dal contenuto delle missive in questione? Ma cosa siamo, un branco di ebeti?

A prescindere da quello che scrive Minzolini, il voto sulla nostra costituzione ci riguarda, eccome. Anche se viviamo all’estero non ci sentiamo cittadini di serie B: abbiamo gli stessi doveri, pretendiamo che nessuno si permetta di mettere in dubbio la legittimità dei nostri diritti.

Questo voto in particolare è molto più importante rispetto alle elezioni politiche: non stiamo parlando di maggioranza, minoranza ed esecutivo - i governi vanno e vengono - ma della carta fondamentale che ha reso possibile la tenuta democratica del nostro Paese (sì, caro Minzolini, nostro Paese), l’Italia.

E ora dobbiamo decidere se cambiarla o meno. A questo punto l’unica risposta possibile che possiamo dare a chi continua a sputarci in faccia è la seguente: votare in massa, inondare i consolati con le schede che ci sono state inviate e dimostrare quanto la nostra Italia sia importante per noi.

(Martedì 22 novembre 2016)

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di Joe Volpe il November 29, 2017
TORONTO - Sono una psicologa pedagogica e clinica con un dottorato di ricerca. Ho interagito con direttori scolastici, fiduciari, personale scolastico e sovrintendenti, nel corso di circa trent’anni, per il Toronto Board of Education.
Vorrei parlavi oggi riguardo la cosiddetta parola o gruppo di parole “centro intergenerazionale”, che come genitori tutti sappiamo  è in realtà un modo diverso per dire “scontro di culture”. Adolescenti e adulti, nelle diverse fasi di sviluppo, non si trovano sullo stesso piano, contemporaneamente, nella loro vita.
Come provveditorato scolastico cattolico, la vostra missione è certamente quella di istruire i vostri studenti. 

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