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Morte di Kobe Bryant, recuperate tutte le salme

Morte di Kobe Bryant, recuperate tutte le salme

Morte di Kobe Bryant, recuperate tutte le salme

LOS ANGELES – Un’opera di recupero triste e penosa, ma assolutamente necessaria.

Gli investigatori della polizia, coadiuvati dai vigili del fuoco della contea di Los Angeles, hanno finalmente recuperato tutti i corpi ed i resti umani dei nove deceduti a bordo dell’elicottero Sikorsky S-76B, precipitato – domenica scorsa – sulle colline di Calabasas, 45 chilometri a nordovest della metropoli californiana.

Oltre a quelli di Kobe Bryant, sono stati identificati anche i resti appartententi a John Altobelli, 56enne allenatore di baseball dell’Orange Coast College Altobelli, del pilota Ara Zobayan, 50 anni e di Sarah Chester, 45 anni. Non ancora identificato invece – tra gli altri – il corpo della 13enne Gianna, figlia del campione NBA.

Nel frattempo, gli agenti del National Transportation Safety Board – l’agenzia investigativa indipendente del governo degli Stati Uniti, che indaga su incidenti di questo tipo – hanno fatto sapere che l’elicottero non era dotato né di scatole nere (obbligatorie negli aerei civili, ma a ’dotazione volontaria’ per gli elicotteri, ndr), né del sistema che allerta il pilota quando è troppo vicino al terreno.

Intanto, la cerimonia pubblica per ricordare il grande campione di basket potrebbe tenersi allo stadio Los Angeles Memorial Coliseum, anziché allo Staples Center – ossia la casa dei Los Angeles Lakers, che non risulterebbe grande a su•fficienza per contenere l’enorme folla di tifosi che vuole tributare l’ultimo saluto all’amatissimo Kobe. Lo riferisce il sito online Tmz, precisando che le discussioni sono in corso e la cerimonia potrebbe svolgersi nelle prossime settimane o mesi.

Lo Staples Center è considerato la casa di Kobe, che ha trascorso ben 20 stagioni giocando con i Los Angeles Lakers, ma ospita “solo” 20 mila persone, mentre il Coliseum ha una capienza di 80 mila ed i parchi circostanti sono in grado di ospitarne altre migliaia. Considerato l’enorme tributo che gli è stato riservato finora – scrive Tmz – sembra l’opzione più logica.

Nessuna decisione secondo il sito è stata presa neppure sul funerale del campione e di sua figlia Gianna. La moglie di Kobe Bryant, Vanessa, “non riesce a finire una frase senza piangere”. Sono alcuni amici di famiglia a raccontare alla rivista People la disperazione della consorte della star Nba, che ha perso marito ed una delle quattro figlie.

La 37enne – spiega chi le sta vicino – è circondata da “un buon sistema di assistenza, da persone che la amano e amavano Kobe”, ma “non puoi mai essere preparata ad una cosa del genere”. Vanessa è “devastata”, continua la fonte, “ma sta lavorando molto duramente per mantenere il controllo per le altre tre figlie”, di cui l’ultima, di nome Capri, ha appena sei mesi.

“Ora Vanessa deve essere forte. Nonostante i loro alti e bassi, erano anime gemelle. E lei pensava a lui come il compagno per la vita”, afferma la fonte parlando della vedova di Kobe, che aveva sposato l’asso del basket nel 2001, quando lei aveva solo 18 anni e lui 22. Un amico dei Bryant ha infine sottolineato “è un momento estremamente diffi•cile e devastante per Vanessa e tutta la famiglia”.