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Monito della Cina: “Non sono fatti vostri”

Monito della Cina: “Non sono fatti vostri”

TORONTO – Non si intravede uno spiraglio di pace tra Cina e Canada.

L’ultimo incidente è stato la condanna delle violenze ad Hong Kong fatta dal ministro degli Esteri Chrystia Freeland.

La reazione della Cina non si è fatta attendere a lungo ed è stata caustica: il Canada farebbe bene a non intromettersi negli affari interni del Paese.

Un esplicito fatevi i fatti vostri, insomma.

Freeland ha formulato le osservazioni in una dichiarazione congiunta rilasciata sabato con la sua controparte nell’Unione europea, Federica Mogherini, sollecitando cautela in mezzo a “un numero crescente di incidenti violenti inaccettabili”.

“È fondamentale esercitare moderazione, respingere la violenza e adottare misure urgenti per ridurre la situazione – hanno scritto Freeland e Mogherini, senza assegnare esplicitamente la colpa né al governo né ai manifestanti – è essenziale impegnarsi in un processo di dialogo ampio e inclusivo, che coinvolga tutte le principali parti interessate”.

Nella dichiarazione viene sottolineato che sia il Canada che l’UE sostengono “l’alto grado di autonomia” di Hong Kong in Cina, così come il diritto dei suoi residenti “ad assemblee pacifiche”.

Una dichiarazione, questa, che ha spinto il portavoce dell’ambasciata cinese in Canada a rispondere, chiedendo a Freeland di “smettere immediatamente di intromettersi negli aンari di Hong Kong e negli aンari interni della Cina”. “La parte canadese dovrebbe usare con cautela le parole quando si tratta di Hong Kong”, ha scritto il portavoce.

Il governo cinese, tramite la sua ambasciata, ha anche fatto notare che il principio “un paese, due sistemi” – il quadro in cui la città ha operato da quando l’ex colonia britannica è stata trasferita in Cina nel 1997 – è una politica nazionale, non rientra nel diritto internazionale e di certo il commento della Freeland non era necessario. L’ambasciata ha inoltre difeso le azioni della polizia di Hong Kong, affermando che le proteste “sono peggiorate e si sono evolute in estrema violenza”.

“Di fronte ad azioni di forza e offese così gravi, nessun governo con un senso di responsabilità sarebbe rimasto impassibile”, ha scritto il portavoce.

Da mesi sono in corso proteste nella regione semi-autonoma mentre alcuni residenti accusano il governo cinese, governato dal Partito Comunista, di non rispettare i diritti democratici di Hong Kong.

E mentre il movimento di protesta è stato caratterizzato da brutali scontri con la polizia, la marcia di domenica è stata pacifica, senza nessuna denuncia di aggressioni.

Le richieste del movimento includono le dimissioni del leader di Hong Kong Carrie Lam, elezioni democratiche e un’indagine indipendente sull’uso della forza da parte della polizia.

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