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Mattarella tira le somme: “Nessuna intesa, serve tempo”

Mattarella tira le somme: “Nessuna intesa, serve tempo”

ROMA –  Nulla di fatto. Come era stato ampiamente previsto il primo giro di consultazioni si è chiuso senza che sia emersa una maggioranza possibile nell'intricato rebus che porta alla formazione del nuovo governo. I big dei partiti sono saliti al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo il Pd e Forza Italia è stata la delegazione della Lega a recarsi al Colle, l’incontro con il Movimento Cinque Stelle, guidato da Luigi Di Maio.

MATTARELLA – "Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base dell’esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata durante i colloqui da molte parti politiche" ha detto il presidente della Repubblica. "Sarà utile anche a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni che mi hanno presentato i partiti, sarà naturalmente utile a loro perché possano valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche, le possibili soluzioni per dar vita ad un governo".
DI MAIO – "Noi non proponiamo un’alleanza di governo, ma un contratto di governo per il cambiamento dell’Italia. É un contratto sul modello tedesco e che noi proporremo perché vogliamo che le forze politiche si impegnino di fronte agli italiani sui punti da realizzare". 
Lo ha detto Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale. "Il vantaggio che abbiamo di essere un movimento né di destra né di sinistra è quello di poter interloquire con coloro che vogliono fare le cose e vogliono migliorare la qualità della vita degli italiani", aggiunge . "Un contratto sul modello tedesco ci permette di individuare, sottoscrivendolo, non solo i temi ma anche i tempi e le procedure. Dopo il lavoro di interlocuzione con tutti i gruppi crediamo che un contratto per assicurare un governo il M5s lo può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd, questi sono i nostri due interlocutori e sono alternativi, ci tengo a precisarlo", sottolinea. 
"Chiederò subito un incontro con Salvini e Martina per cominciare a lavorare alla strutturazione di questi contratti, poi dopo le prime interlocuzioni capiremo con chi c’è più convergenza sui temi e decideremo la forza politica che avremo scelto più affine a nostri temi", ha spiegato.
"Abbiamo interloquito con tutti. Non abbiamo posto veti a nessuno, abbiamo discusso di temi e ci siamo fatti un’idea di quali potessero essere gli interlocutori per un governo del cambiamento", ha detto ancora Di Maio aggiungendo: "Dal voto è chiaro che sono emersi almeno tre messaggi: al governo deve andarci chi è legittimato dal popolo. Sono stati bocciati i governissimi, i governi tecnici e i governi di scopo. Il secondo punto è che si deve governare per cambiare e non per continuare a sopravvivere. E il terzo punto è che vanno messe al centro soluzioni e non giochi di palazzo".
"Io non ho mai voluto spaccare il Pd, non ho mai chiesto una scissione interna e se mi rivolgo al Pd mi rivolgo al partito nella sua interezza. Noi non ci permetteremmo mai di interferire con le loro dinamiche interne", ha assicurato. Come "non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra ma il tema è che io non riconosco una coalizione di centrodestra. Perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier e tre programmi differenti, ma perché si sono preparati anche alle consultazioni divisi". 
"E come abbiamo sentito anche oggi, hanno idee totalmente opposte sul M5S" e "una di queste forze non riconosce il M5S, perciò ci rivolgiamo alla Lega".
Però "faremo tutto il possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento che porti in avanti le lancette dell’orologio".
SALVINI: "NO GOVERNI A TEMPO" – Il leader della Lega, Matteo Salvini ha ribadito il suo no "a governi a tempo o improvvisati" assicurando che "faremo di tutto per dare un governo che duri cinque anni". "Ovviamente partendo dal centrodestra che ha vinto le elezioni e, numeri alla mano, se vogliamo un governo che duri, coinvolgendo i Cinquestelle – ha osservato – Non occorre uno scienziato per capire che altre soluzioni sarebbero temporanee e improvvisate".
Parlando delle consultazioni con Mattarella, il leader del Carroccio le ha definite "un incontro positivo, dove abbiamo espresso chiaramente una linea costruttiva". "Al Presidente della Repubblica abbiamo offerto dei sì – ha spiegato Salvini – non pensiamo a governi a tempo, improvvisati, raccogliticci. Lavoriamo e lavoreremo ad un governo che duri almeno cinque anni".
Salvini ha quindi sottolineato il suo no "a governi a tempo o improvvisati". "Se ciascuno rimane sulle sue impuntature, sui suoi personalismi e sui suoi ragionamenti personali o di partito il governo non nasce, e l’unica soluzione, che ovviamente noi non ci auguriamo, ma che non escludiamo, è quella delle elezioni" ha affermato, prima di lasciare il Quirinale a piedi, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Giancarlo Giorgetti e Gianmarco Centinaio.
LA LINEA DI FORZA ITALIA – Dal canto suo, il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha lasciato intendere che il nuovo governo dovrà essere guidato da Matteo Salvini, candidato premier della coalizione di centrodestra. "Questo esecutivo – ha detto – non potrà non partire dalla coalizione che ha vinto le elezioni, ovvero il centrodestra, e dal leader della forza politica più votata della coalizione, la Lega’’.
Accompagnato dai capigruppo Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini, dopo l’incontro con Mattarella, il leader di Forza Italia ha auspicato "un governo per le urgenze", ribadendo il suo no a nuove elezioni. "Serve un governo per le urgenze – ha detto – dal lavoro alla disoccupazione giovanile, dal divario Nord-Sud del Paese, alla spesa pubblica. Tutte urgenze che "richiedono" un esecutivo ’’fondato su un programma coerente e soprattutto in grado di lavorare per un arco temporale adeguato’’.
"Siamo disponibili a partecipare con una presenza di alto profilo a soluzioni serie basate su accordi chiari e su cose concrete, fattibili e credibili, in sede europea" ha sottolineato Berlusconi. 
Quell’Europa verso la quale "è certamente necessario avere un atteggiamento fermo e autorevole per tutelare gli interessi italiani meglio di come non sia stato fatto fino ad ora", che "non perdonerebbe certo populismi, dilettantismi e improvvisazioni. Queste sono le nostre condizioni. Su questo, non sulle poltrone, siamo disposti a dialogare per trovare una maggioranza capace di far uscire il Paese dalla crisi’’.
 
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