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Markham, bufera sulla York Regional

Markham, bufera sulla York Regional

TORONTO – Mentre emergono altri dettagli degli omicidi di quattro persone – tutte della stessa famiglia – ombre si allungano sulla polizia regionale di York.

Secondo l’amico di Menhaz Zaman, il 23enne sospettato della strage di Markham, il padre del ragazzo avrebbe potuto essere salvato se la polizia avesse risposto più tempestivamente alle informazioni che lui e altri hanno fornito alle autorità. Nonostante un certo numero di amici giocatori online abbiano contattato i loro dipartimenti di polizia locali dopo aver ricevuto da un account che apparentemente appartiene a Zaman foto raccapriccianti dei suoi presunti crimini, la polizia regionale di York non si è presentata nella casa su Castlemore Avenue fino al pomeriggio successivo.

«La polizia è andata lì dopo oltre 15 ore – ha detto uno dei compagni di gioco online del sospetto, secondo il quale il bilancio della strage avrebbe potuto essere ancora più grave – in 15 ore avrebbe potuto uccidere tante altre persone. È molto assurdo».

Dopo aver presumibilmente ucciso sua madre Momtaz, sua sorella Malesa e sua nonna, Zaman avrebbe scritto ai suoi amici online: “Sto aspettando che mio padre torni a casa”.

A dirlo al Toronto Sun è stato un amico online di Zaman che ha parlato in condizioni di anonimato. «Non aveva ucciso suo padre quando ci ha mandato i messaggi, se questi fossero stati davvero presi sul serio, quell’uomo sarebbe stato probabilmente salvato», ha detto.

Inizialmente, il presunto killer è stato segnalato al dipartimento di polizia locale del suo amico, dopo che sul presunto account Discord di Zaman sono stati postati immagini e video delle sue presunte vittime.

Mentre la York Regional Police, secondo il ragazzo che non ha voluto rivelare la sua identità, non si è affrettata ad intervenire, è stato un altro compagno di gioco a dialogare con Menhaz Zaman per far sì che questo rimanesse a casa. «Ha continuato a parlare con lui per tutta la notte – ha detto – probabilmente facendo così ha salvato la vita ad altre persone».

L’amico online ha detto che la notte del crimine il presunto assassino ha rivelato che voleva anche andare a trovare la sua ex ragazza. «Voglio vedere la mia ex ragazza un’ultima volta», avrebbe detto. «Per tutta la notte di sabato nessuno di noi (i compagni di gioco sul web, ndr) ha dormito – ha aggiunto il ragazzo – eravamo molto preoccupati che potesse uscire di casa e uccidere anche lei».

I messaggi, le foto delle vittime, alcuni dettagli raccapriccianti non sono stati risparmiati dal presunto omicida ai suoi amici del web. Così come freddo e controllato è il messaggio nel quale spiega le motivazioni del suo folle gesto.

«Ho mentito ai miei genitori per tre anni, ho lasciato l’università dopo solo un anno – ha scritto Menhaz – ho iniziato a so. rire di depressione. Ho fatto questo perché non voglio che i miei genitori provino la vergogna di avere un figlio come me».

Quattro i capi di accusa di omicidio di primo grado contestati a Menhaz Zaman.

Quel che, dopo le dichiarazioni del suo amico di gioco, appare inquietante è che gli agenti non siano intervenuti immediatamente forse perché non hanno dato il giusto peso alle telefonate dei ragazzi. Di certo la polizia di York ora è nell’occhio del ciclone.

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