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L’Italia diventa “zona protetta” sino al 3 aprile

L’Italia diventa “zona protetta” sino al 3 aprile

L’Italia diventa “zona protetta” sino al 3 aprile

ROMA – “Sono 168 i deceduti che, tra le varie patologie, avevano anche il coronavirus”. È il dato diffuso ieri dal il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Angelo Borrelli. Il totale dei decessi per l’epidemia è 631.

“Abbiamo 280 dimessi e guariti in più”, spiega. “Tengo a precisare che i decessi non sono ’da coronavirus’. Tra le diverse patologie avevano anche il coronavirus. In Lombardia abbiamo 135 decessi, 15 in Emilia Romagna, 6 in Veneto, 4 in Piemonte, 3 nelle Marche, 2 in Friuli, 1 in Abruzzo, Lazio e Liguria”, dice Borrelli.

“Il 2% dei deceduti nella fascia 50-59 anni, l’8% nella fascia 60-69, il 32% nella fascia 70-79, il 45% nella fascia 80- 89%, il 14% nella fascia superiore ai 90 anni”, dice, evidenziando che “i positivi oggi sono 529 ma l’aggiornamento della Lombardia non è completo. Il totale è 8514, di cui 5038 ricoverati con sintomi mentre 2599 sono in isolamento domiciliare. In terapia intensiva, 877 persone, pari al 10% dei positivi”.

Intanto, lunedì sera – in una conferenza stampa a Palazzo Chigi – il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiariva la nuova strategia per fronteggiare l’emergenza: “tutta Italia sarà zona protetta”. Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità, in tutto il Paese come fino a oggi era avvenuto in Lombardia e nelle 14 province focolaio dell’epidemia di Coronavirus”.

Conte ha poi ribadito l’esigenza di una “progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”. “Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è” ha detto il primo ministro. “Sono pienamente consapevole della gravità e della responsabilità” – ha spiegato Conte – e “non possiamo permetterci di abbassare la guardia. È il momento della responsabilità e tutti l’abbiamo. Voi cittadini tutti con me. La decisione giusta oggi è di restare a casa. Il futuro nostro è nelle nostre mani” ha aggiunto.

Nella giornata di ieri – a seguito di numerose sollecitazioni parlamentari – Palazzo Chigi ha inoltre precisato, in una nota, che “in ordine alla richiesta di introdurre misure di contrasto del contagio ancora più severe, che contemplino una serrata generale, il presidente Conte non ha escluso a.atto la possibilità di adottare misure più restrittive, ove necessarie”.

Nel frattempo, sul fronte della cronaca collegata alla crisi per il coronavirus, è salito a 12 il numero delle vittime per le rivolte scoppiate – nel fine settimana – in 27 carceri italiane. Il maggior numero delle vittime si è verificato negli istituti di pena di Modena e di Rieti, morti quasi tutte dovute ad overdose di farmaci e di metadone sottratti dai detenuti dalle farmacie penitenziarie. Dei 77 detenuti evasi durante una sommossa dal carcere di Foggia, 54 sono stati catturati, mentre 23 – tra cui membri della mafia garganica – sono tuttora in fuga.