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Lecce: “Tre opzioni ma meglio il modello misto”

Lecce: “Tre opzioni ma meglio il modello misto”

Lecce: “Tre opzioni ma meglio il modello misto”

TORONTO – Mentre pian piano la vita torna ad una “nuova normalità” genitori, insegnanti e ragazzi si chiedono come sarà il rientro a scuola tra poco più di due mesi. Si tornerà a seguire le lezioni in classe, si continuerà con l’apprendimento online, quali misure verranno prese per evitare eventuali contagi da Covid-19?

Venerdì scorso, il ministro dell’Istruzione dell’Ontario, ha affermato che chiederà ai provveditorati scolastici di preparare tre “scenari” per l’autunno, che vanno dall’esclusivo apprendimento online alla ripresa completa delle lezioni in classe. In mezzo a queste due possibilità c’è il modello misto con studenti che frequentano la classe a giorni o settimane alterne in gruppi di non più di 15, con l’apprendimento online nei giorni in cui non sono in classe.

Lecce ha dichiarato che i singoli consigli di amministrazione e gli ufficiali locali di sanità pubblica saranno in grado di decidere quale opzione selezionare in base al rischio rappresentato dal Covid-19 nelle loro comunità.

Il giorno seguente però Lecce è tornato a parlare di scuola ed è in un certo senso tornato suoi passi: dopo aver precedentemente lanciato le tre opzioni, ha preso posizione dicendo di aver ordinato ai provveditorati di adottare, almeno all’inizio, il “modello misto”, in base al quale gli studenti sono in grado di frequentare le lezioni di persona a giorni o settimane alternati in gruppi non superiori a 15 ragazzi.

Il ministro ha anche detto che un approccio “regione per regione” potrebbe quindi iniziare ad ottobre, riconoscendo il fatto che “il rischio di Covid-19 non è lineare” e varierà da provveditorato a provveditorato.

«Stiamo parlando di due milioni di bambini in Ontario che a settembre sono stati fuori dalle loro classi per sei mesi. È davvero molto tempo e ha un grande impatto sulla salute sociale, emotiva e mentale di questi bambini. Ma per sei mesi il sistema scolastico non ha avuto neppure un bambino in classe, quindi voglio iniziare in modo sicuro e prudente – ha detto – di conseguenza in realtà ci stiamo standardizzando per un riavvio cauto a settembre, ma stiamo permettendo variazioni da regione a regione per i mesi di ottobre, novembre e dicembre».

È stato l’ultimo giorno prima del March Break che i ragazzi sono andati a scuola regolarmente. Poi con l’arrivo del Covid-19 la frequenza è stata sospesa fino a maggio, prima della decisione definitiva del governo Ford: per quest’anno scolastico non si tornerà più nelle proprie classi. Esporre i bambini al rischio di contrarre il virus è stato quel che il governo ha voluto evitare.

Lecce ha affermato che è “fondamentale” che gli studenti siano finalmente in grado di riprendere “l’apprendimento convenzionale quotidiano”, ma ha precisato che la linea di fondo in questo momento è “minimizzare il rischio” e garantire che “la sicurezza rimanga la priorità fondamentale”. I provveditorati hanno oltre due mesi per organizzarsi.

Il ministro Lecce ha affermato che la programmazione sarà una “grande priorità” per i provveditorati durante l’estate “in modo che possano assicurarsi a settembre l’ingresso e l’uscita degli studenti in modo sicuro”.

Le sfide, comunque, non mancheranno soprattutto durante l’insegnamento di alcune materie come educazione fisica o recitazione. «Ci saranno momenti in cui ci sarà un docente in grado di insegnare varie materie e ci saranno momenti in cui dovremo coinvolgere un altro insegnante – ha detto Lecce – in questo processo entreranno a far parte tante innovazioni».

Il premier Ford ha inoltre precisato che a tutti i genitori che non si sentono a proprio agio nel mandare il proprio figlio a scuola a settembre continuerà a essere consentito di partecipare all’apprendimento online.

Il modello ibrido proposto dal ministro Lecce con apprendimento in classe e a distanza, ha fatto arricciare il naso a molti genitori. «Mi rendo conto che la frequenza a giorni o settimane alterne comporta sfide per i genitori che lavoravano a tempo pieno ma la priorità del governo è quella di non trasformare la ripresa della scuola in un propulsore dell’infezione di Covid-19», ha tagliato corto Lecce.

Non ha perso tempo a esprimere le sue perplessità il presidente dell’Ontario Secondary School Teachers’ Federation, Harvey Bischof: «Il piano di Lecce, in particolare il modello di classe mista e online, è poco più di un paio di regole scarne oserei dire ridotte all’osso, non è un piano – ha detto Bischof – non so come come possa essere applicato alla scuola secondaria, dove in genere gli studenti frequentano quattro lezioni al giorno in un anno semestrale con quattro diversi insegnanti e quattro diversi gruppi di studenti. Allora, qual è il piano? Non abbiamo sentito nulla al riguardo».