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Le vittime dell’attacco a Danforth fanno causa alla Smith & Wesson

Le vittime dell’attacco a Danforth fanno causa alla Smith & Wesson

Le vittime dell’attacco a Danforth fanno causa alla Smith & Wesson

TORONTO – I familiari delle vittime dell’agguato a mano armata avvenuto la sera del 22 luglio 2018, quando il 29enne Faisal Hussain aprì il fuoco sui clienti di alcuni ristoranti lungo Danforth avenue, – provocando due vittime e 13 feriti, per poi suicidarsi con la stessa arma – hanno intentato causa alla Smith & Wesson, chiedendo un risarcimento danni pari a 150 milioni di dollari.

I parenti delle vittime ritengono infatti che l’azienda statunitense produttrice di armi da fuoco, vendute su scala mondiale, fosse a conoscenza della pericolosità dell’arma adoperata da Hussain, ossia una pistola semiautomatica Smith & Wesson M&P calibro .40.

L’arma era stata precedentemente rubata ad un rivenditore, nel Saskatchewan.

La causa con richiesta ultramilionaria di risarcimento è stata depositata presso il tribunale superiore dell’Ontario.

Nel documento, i legali delle vittime sostengono che la Smith & Wesson fosse a conoscenza della “estrema pericolosità” della pistola semiautomatica.

Gli avvocati ritengono inoltre che la casa statunitense non abbia rispettato non abbia rispettato l’accordo stipulato col governo di Washington, secondo il quale questo tipo di pistola andava dotata di un sistema di sicurezza (la cosiddetta tecnologia denominata Smart Gun, ndr) che ne impedisse l’uso a chi non fosse stato il legittimo proprietario dell’arma.

“L’imputato (la Smith & Wesson, ndr) ha il dovere nei confronti dei querelanti di assicurarsi che eventuali pistole, messe a disposizione sul mercato canadese, siano state progettate e fabbricate per implementare la tecnologia che impedirebbe agli utenti non autorizzati di provocare il tipo di danni e lesioni subite dai nostri assistiti” si legge nel documento.

L’autore dell’assalto a mano armata, Faisal Hussain, era da tempo in cura per disturbi psichiatrici e non deteneva un regolare porto d’armi, nè ne aveva mai fatto richiesta presso le autorità competenti in materia.

A morire sotto i suoi colpi furono la 18enne Reese Fallon e Julianna Kozis, di soli dieci anni d’età. Altre 13 persone rimasero ferite dai proiettili esplosi da Hussain, mentre cenavano nei ristoranti Christina’s e 7Numbers, entrambi situati lungo Danforth avenue, nella cosiddetta Greektown.

Il gravissimo e sanguinoso episodio, insieme ad altre numerose sparatorie verificatesi – nella città di Toronto – nell’arco degli ultimi anni, fece inasprire il già acceso dibattito sul possesso ed uso di armi semiautomatiche o da guerra.

Il nuovo governo Trudeau si è nel frattempo impegnato a bandire – su tutto il territorio nazionale – proprio il possesso di armi da fuoco del genere.