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“La comunità italiana ha le carte in regola”

“La comunità italiana ha le carte in regola”

Gli articoli del Corriere Canadese sulla mancata nomina di un senatore di origine italiana continuano a far discutere. Il dibattito prosegue e dopo gli interventi di Alberto Di Giovanni, di Corrado Paina e di Rocco Galati, pubblichiamo oggi la presa di posizione di Vitaliano Papais, parroco molto conosciuto per il suo costante impegno che dura da molti decenni all’interno della nostra comunità.

“La comunità italiana ha le carte in regola”

di Fr. Vitaliano Papais

TORONTO – Secondo me, una mancata nomina a senatore di un rappresentante della comunità Italiana non riflette quella modernità dichiarata della nuova società canadese.

La giovane democrazia canadese deve farsi le ossa, ha bisogno di “contarsi”, di cercare quali gruppi chiamati “etnici” hanno prodotto e possono produrre risultati basilari per una solida consistenza nazionale, basata sui valori di “diritti, libertà e progresso economico”.

Penso che la comunità italiana più delle altre ha contribuito a sviluppare valori morali, culturali, imprenditoriali, della moda, del gusto e di apertura all’inclusione canadese.

La comunità italiana non vuole le baracche ma le palazzine con i servizi comodi e lussuosi e, se è possibile, con materiali nobili non come quando sono arrivati qui i nostri emigrati che hanno trovato case fatte ancora di legno… come le gabbie per gli animali domestici.

La cultura classica e umanistica della cultura italiana porta a raffinare i gusti innati degli italiani verso il meglio della vita. Lo sforzo compiuto per insegnare la lingua italiana ha influenzato positivamente i figli di seconda e terza generazione, dando loro una personalità solida e timorata di Dio.

Se un tempo ci si vergognava di dire che si era italiani perché venivi umiliato, ora non è più così, anzi sapere le lingue è un orgoglio che i giovani esibiscono con soddisfazione tra gli amici.

Ma soprattutto va sottolineata l’opera educativa fatta con gli scambi culturali con l’Italia.

Sono coinvolto con un progetto in cui ogni mese di luglio guido una cinquantina di giovani studenti in Friuli con un ente che si chiama e.f.a.s.c.e., per un corso di cultura italiana e scoprire le proprie radici sponsorizzato dalla regione Friuli Venezia Giulia.

Tra le tante confidenze ricevute di ringraziamento voglio riportare una che riflette la base etica della nostra cultura: “Grazie padre per avermi spronato a partecipare, perché finalmente ho capito mio padre e i valori che stanno alla base della mia vita”. Esperienze che preparano le nuove leve della società canadese verso un mondo migliore.

Quindi se tu come padre vedi che tuo figlio ha studiato bene, non si è drogato, si è laureato con honorem che cosa gli regali? Ma, io penso, se potessi… una Ferrari…non è vero. Exempla trahunt… gli esempi educano e creano gioia di vivere.

Inoltre, se hai notato, nel campo cattolico,i figli degli italiani hanno riempito le scuole cattoliche. Dove si sono trasferiti gli Italiani sono state costruite nuove chiese procurando nuovi “assets” per la Curia della Diocesi di Toronto; ed allora non meritano un po’ più d’attenzione?

Quando hanno inaugurato la Torre di Toronto che è diventata il simbolo della città proiettata verso il futuro, oltre la bandiera canadese sventolava anche quella italiana; ci sarà stato un motivo.

Perciò non è retorica se ci si aspettava un senatore rappresentante la grande, benemerita comunità italiana, che avrebbe fatto bene a tutti con poca spesa.

Abbiamo tutte le carte in regola.

(Giovedì 24 novembre 2016)

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