CorrCan Media Group

L’italiano salvo, ma l’incoerenza non sarà premiata

L’italiano salvo, ma l’incoerenza non sarà premiata

L’italiano salvo, ma l’incoerenza non sarà premiata

di Francesco Veronesi

VAUGHAN – Il tentativo di affossare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole cattoliche della York Region è fallito, almeno per ora. Gli incontri del Provveditorato della scorsa estate avevano messo in risalto le profonde divisioni all’interno dello stesso School Board su un tema di grande importanza per tutta la nostra comunità.

Da una parte quattro trustee – Dino Giuliani, Dominic Mazzotta, Maria Marchese e Theresa McNicol – hanno fatto di tutto per salvare il programma di insegnamento dell’italiano, cercando di trovare risorse aggiuntive e mettendo sul tavolo della discussione proposte su tagli alternativi e altre riduzioni di spesa. Dall’altra parte, invece, il blocco di altri quattro fiduciari – Cathy Ferlisi, Marlene Mogado, Teresa Ciaravella, Ann Stong – insieme alla chair Carol Cotton e alla vice chair Elizabeth Crowe aveva deciso di sacrificare l’International Language Extended Day program per ragioni di bilancio. La tesi di fondo era la seguente: il costo è diventato insostenibile, senza una diversa copertura economica il programma per 8.500 bambini deve essere tagliato in 23 scuole.

Ora, l’impegno da parte del Centro Scuola di garantire un finanziamento fino a 500mila dollari all’anno ha tolto il Provveditorato da una situazione di grande difficoltà e questo perché la comunità si è schierata compatta contro l’ipotesi di taglio.

All’interno di questa dinamica, merita una valutazione a parte l’operato di Cathy Ferlisi. Nell’ottobre del 2015, quando venne messa ai voti per la prima volta la cancellazione del programma, la trustee di Vaughan-Concord-Thornhill si schierò con il fronte del taglio, proponendo fondi aggiuntivi per non meglio specificati studi religiosi: solamente la posizione di conflitto di interesse di due fiduciari – con relativa esclusione dal voto – salvò il programma.

Ferlisi in questi mesi è stata una delle più accese sostenitrici della necessità di eliminare il programma, giustificando questa posizione con la necessità di mantenere i conti in ordine. Durante la riunione del 14 giugno, una mozione conciliatoria di Mazzotta venne bocciata, mentre vennero approvate due mozioni presentate dalla stessa Ferlisi che imponevano alla comunità di trovare soluzioni alternative entro dicembre, altrimenti si sarebbe proceduto con il taglio del programma.

In questi mesi abbiamo cercato di contattare a più riprese Ferlisi per cercare di capire le motivazioni di questo accanimento, di questa missione contro l’insegnamento della lingua italiana, senza ricevere risposta.

Poi, il 28 settembre, Ferlisi ha deciso di salire sul carro dei vincitori. Dopo l’impegno da parte del Centro Scuola, la trustee ha mandato un comunicato nel quale si dichiarava soddisfatta della conclusione della vicenda e del salvataggio del programma. Un programma che lei ha cercato di cancellare, senza riuscirci, da due anni a questa parte. In ogni caso tra due anni si voterà per il rinnovo del board. E allora gli elettori potranno premiare o bocciare i candidati, anche e soprattutto sulla base della loro coerenza e su quanto è stato fatto nei quattro anni di mandato.

(Lunedì 3 ottobre 2016)

Scarica “L’italiano salvo, ma l’incoerenza non sarà premiata”

>> English Version

More in Breaking News