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Joyce Pullan: la scuola rimanga per i ragazzi

Joyce Pullan: la scuola rimanga per i ragazzi

TORONTO – Sono una psicologa pedagogica e clinica con un dottorato di ricerca. Ho interagito con direttori scolastici, fiduciari, personale scolastico e sovrintendenti, nel corso di circa trent’anni, per il Toronto Board of Education.
Vorrei parlavi oggi riguardo la cosiddetta parola o gruppo di parole “centro intergenerazionale”, che come genitori tutti sappiamo  è in realtà un modo diverso per dire “scontro di culture”. Adolescenti e adulti, nelle diverse fasi di sviluppo, non si trovano sullo stesso piano, contemporaneamente, nella loro vita.
Come provveditorato scolastico cattolico, la vostra missione è certamente quella di istruire i vostri studenti. 
Per far ciò, la priorità assoluta è quella di provvedere agli studenti un ambiente sicuro, dove non vengano danneggiati né fisicamente né emotivamente, com’è già successo nel passato.
Sfortunatamente, nella nostra cultura nordamericana questo diventa sempre più difficile. Il personale scolastico e gli studenti vengono colpiti e uccisi con armi da fuoco nelle scuole. 
Potreste dire che qui da noi non è come negli Stati Uniti, ma in realtà dobbiamo riconoscere che ci stiamo avviando sempre più verso quella strada. Il copione dei crimini diventa sempre più uguale.
Il Toronto Board of Education non ha mai permesso alle macchine di oltrepassare certi limiti, nell’interesse di salvaguardare i propri studenti. 
Nessun programma per adulti è autorizzato ad iniziare prima delle sei di sera. 
Tuttavia c’è un progetto di realizzare una strada urbana sul vostro sito, proprio in mezzo al suolo scolastico protetto, che permetterebbe il libero accesso a qualsiasi individuo che non ne fa parte, creando così un ambiente pericoloso per i nostri studenti.
La vita soppressa di un solo studente è già troppo.
 
 
Joyce Pullan
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