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John Fisher, genitori contro il cantiere edile

John Fisher, genitori contro il cantiere edile

TORONTO – Come temuto dai genitori il cantiere edile vicino la John Fisher Junior Public School non è stato una buona idea. Sono genitori, questi, che durante lo scorso anno scolastico hanno organizzato meeting e manifestazioni per protestare contro la costruzione di un grattacielo di 35 piani proprio a fianco della scuola. Invano.
Ora che i lavori sono iniziati temono per la sicurezza dei loro figli: martedì scorso Stavros Rougas, padre di uno studente, ha notato un cancello del cantiere spalancato ed ha ripreso il tutto con la videocamera del suo telefonino. Macchine, tra i quali un bulldozer, erano in azione all’interno della recinzione, ma nessuno stava controllando. 
I genitori, come si può ben immaginare, sono furiosi: i bambini potrebbero facilmente entrare nel cantiere e farsi male. Respinge le accuse Nathan Katz, vicepresidente alla pianificazione e allo sviluppo della ditta KG Group. «Le cose non sono come potrebbero apparire – dice Katz – in realtà il nostro sovrintendente alla costruzione si trovava sul luogo, ma stava dando alcune istruzioni a un appaltatore. Vogliamo cogliere l’occasione per ribadire quanto sia importante per noi l’incolumità degli studenti e dei genitori. D’ora in poi il personale addetto alla sicurezza rimarrà davanti all’ingresso al cantiere più a lungo, almeno fino a quando finiscono le lezioni e i bambini vanno a casa».
Un supervisore in loco e due addetti al traffico fanno parte dell’accordo che il KG Group ha stipulato con il con il Toronto District School Board (TDSB) per garantire che  non ci siano problemi per la scuola durante i lavori di costruzione. Il progetto è stato fin dall’inizio oggetto di polemiche: bocciato dal consiglio comunale di Toronto ha avuto il lasciapassare dall’Ontario Municipal Board (OMB). Dopo un’attenta valutazione il board, che inizialmente voleva chiudere la scuola, è giunto alla decisione di mantenerla aperta a condizione che il KG Group avesse garantito alcune misure di sicurezza: tra queste la costruzione di un muro con la funzione di barriera tra la scuola e il cantiere.
Il TDSB ha affermato di lavorare con il KG Group per garantire la sicurezza degli studenti. «È in atto un piano di monitoraggio creato dal TDSB e dal KG Group», ha detto la portavoce Shari Schwartz-Maltz.
Quel che lascia perplessi è l’impegno profuso dal TDSB in tutta questa vicenda: dalla volontà di accomodare la costruzione sembra avere più a cuore l’interesse della ditta edile che dei suoi studenti. Al contrario del Toronto Catholic District School Board, il provveditorato pubblico non riceve il grant di 2mila dollari per ogni unità costruita ma nonostante ciò entrambi i board sembrano sprecare energie in vicende che con la scuola non hanno nulla a che vedere. Gli studenti, i programmi didattici, le problematiche della scuola dovrebbero invece essere la loro priorità.
 
 
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