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In Italia superati i 20mila morti, oltre la metà in Lombardia

In Italia superati i 20mila morti, oltre la metà in Lombardia

In Italia superati i 20mila morti, oltre la metà in Lombardia

ROMA – Una cifra che fa davvero impressione. In Italia, infatti, i decessi correlati a complicazioni da coronavirus sono ieri aumentati di 566 persone, raggiungendo quota 20.456 morti dall’inizio della pandemia di Covid-19. Di questi, 10.901 – dunque oltre la metà del computo totale – sono i decessi registrati nella sola Lombardia, la regione più gravemente colpita dalla malattia polmonare.

La notizia che fa credere in un barlume di speranza è data dal fatto che – per il decimo giorno consecutivo – sono diminuiti i ricoveri in terapia intensiva. Erano infatti ieri 3.260 i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 83 in meno rispetto a domenica. Di questi, 1.143 sono in Lombardia. Dei 103.616 malati complessivi, 28.023 sono ricoverati con sintomi, 176 in più rispetto a domenica e 72.333 erano quelli ancora in isolamento domiciliare.

Sono intanto 35.435 le persone guarite dopo aver contratto il coronavirus, 1.224 in più rispetto alla giornata precedente. “Siamo ancora in fase uno – ha precisato ieri Giovanni Rezza , direttore dell’Istituto superiore di sanità – non c’è dubbio. Segnali positivi ci sono ma il numero dei morti è ancora elevato perché è da attribuire a contagi precedenti. I numeri diminuiscono lentamente perché si riferiscono ai contagi” ha concluso.

“Al momento – ha spiegato invece il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli – qualsiasi ipotesi di riapertura è prematura”.

I dati odierni della Lombardia “non sono molto soddisfacenti” ha detto l’assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera, per il quale “nelle ultime 24 ore, infatti, sono più che raddoppiati i decessi, 280 in più rispetto a ieri (domenica, ndr)”.

È atterrato, all’aeroporto Caselle di Torino, il Boeing 767 della Blue Panorama Airlines con a bordo 38 medici e infermieri cubani della Brigada Henry Reeve, che il ministero della salute dell’Havana ha destinato al Piemonte per affrontare l’emergenza coronavirus.

A bordo epidemiologi, anestesisti, rianimatori, medici di medicina generale e infermieri specializzati in terapia intensiva. Personale di estrema competenza, appartenente alla stessa ’Brigada’ già operante in Lombardia e specializzata in interventi di emergenza.

E continua nel frattempo anche l’opera off erta dal team sanitario canadese dei Samaritan’s Purse – guidati dalla dottoressa Bev Kauffeldt, originaria di Calgary – che sta gestendo l’ospedale da campo da loro realizzato nel parcheggio antistante il maggiore ospedale della città di Cremona, sempre in seno all’emergenza da Covid-19.