CorrCan Media Group

In Italia continua il calo dei malati e dei nuovi contagiati

In Italia continua il calo dei malati e dei nuovi contagiati

In Italia continua il calo dei malati e dei nuovi contagiati

ROMA – In Italia cala ancora il numero dei malati, scesi a 100.179, con un decremento registrato ieri di 525 persone, mentre sabato erano diminuiti di 239 unità.

Erano ieri 81.654 i guariti, con un incremento di 1.740 rispetto a sabato. Non si arresta nemmeno il calo dei ricoveri in terapia intensiva, ieri 1.501, con un calo di 38 rispetto alle 24 ore precedenti.

Sono intanto salite a 28.884 le vittime complessive del Covid-19, in Italia, con un incremento di 174 in un solo giorno. Ma si tratta comunque del bilancio di vittime più basso registrato dal 14 marzo scorso.

Alla luce di questi dati, che ispirano una certa fiducia nel calo della curva epidemiologica, un altro elemento di conforto e speranza viene indicato dal professor Guido Silvestri, virologo di fama internazionale e docente presso la Emory University di Atlanta.

“Più farà caldo – esordisce il professor Silvestri – maggiori saranno le difficoltà del virus di diffondersi. Il virus ’soffre’ il caldo. Quando si dice ’a questo virus non piace il caldo’ non ci riferisce alla temperatura a cui il virus stesso viene disattivato dal calore, ma alle temperature che rendono instabili le goccioline di fomiti – come saliva, starnuti e tosse – che trasportano il virus nell’ambiente” sottolinea il virologo.

“Questo meccanismo è noto ai virologi da decenni – prosegue Silvestri – e spiega perché tutte le infezioni virali respiratorie sono altamente stagionali con chiarissima predilezione per l’inverno” conclude.

Insomma, il virus può diventare meno letale perché le goccioline di saliva con le quali si trasmette perdono di efficacia in un ambiente più caldo come quello del trimestre estivo, limitando così il numero di contagi tra le varie persone, specialmente negli spazi aperti che frequenteremo maggiormente rispetto all’inverno.

Ridurre al minimo l’ampiezza delle possibili ondate epidemiche deve essere l’obiettivo principale della Fase 2, ha suggerito l’Accademia dei Lincei nel documento elaborato dalla sua Commissione sul Covid-19.

“Le misure da prendere in fase due – si legge nel documento – sono finalizzate a ridurre al minimo l’ampiezza delle possibili ondate epidemiche, anche in considerazione del fatto che i soggetti suscettibili sono ancora in grande maggioranza nella popolazione italiana”.

Valutazione dei rischi, precauzioni speciali per le fasce vulnerabili della popolazione, monitoraggio della situazione con i tamponi e riapertura delle scuole sono i quattro punti del documento le cui raccomandazioni, si legge, “sono in sintonia” con quelle dell’Oms.