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In Italia altre 454 vittime, più di 24mila in totale

In Italia altre 454 vittime, più di 24mila in totale

In Italia altre 454 vittime, più di 24mila in totale

ROMA – Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza provocata dalla pandemia di Covid-19, in Italia, il numero degli attualmente positivi al coronavirus è stato in calo rispetto al giorno prima. A ieri erano complessivamente 108.237 i malati di coronavirus, mentre domenica erano 108.257 – dunque 20 in meno – quando l’aumento era stato di 486 rispetto alla giornata di sabato.

Prosegue intanto anche il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. A ieri erano 2.573, 62 in meno rispetto a domenica. Di questi, 901 sono in Lombardia, 21 in meno rispetto alle 24 ore precedenti.

Dei 108.237 malati complessivi, 24.906 sono tuttora ricoverati con sintomi, 127 in più rispetto a domenica e 80.758 sono quelli in isolamento domiciliare.

Sono nel frattempo salite a 24.114 le vittime complessive dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a domenica di 454, quando l’aumento era stato di 433.

Sono intanto 48.877 le persone guarite dopo aver contratto il coronavirus, 1.822 più delle 24 ore precedenti, quando l’aumento dei guariti era stato di 2.128.

In Lombardia – la regione più colpita dalla pandemia di Covid-19 – hanno frenato ieri i contagi, con 737 casi in più rispetto a domenica, per un totale di 66.971 positivi. È calato anche il numero di decessi in un giorno, comunque 163, per un totale di 12.376 deceduti, pari al 51,3% di tutte le vittime sull’intero territorio nazionale.

Sono inoltre diminuiti anche i ricoveri, che in terapia intensiva erano ieri 901, con un calo di 21 rispetto a domenica, mentre negli altri reparti erano 10.138, con un decremento di 204 rispetto alle 24 ore precedenti.

Ma sempre in Lombardia ed in particolare a Milano, proseguono le indagini sulle numerose morti avvenute alla casa di riposo del Pio Albergo Trivulzio, che – secondo alcune fonti – sarebbero state oltre 200 sul migliaio di anziani degenti ospitati.

“Stanno continuando a trasferire i pazienti da un reparto all’altro, senza aver fatto nemmeno i tamponi, lo fanno la sera di nascosto, gli anziani continuano a morire, la situazione non è migliorata” denuncia un’operatrice sociosanitaria che da “31 anni” lavora alla ’Baggina’.

“La prima mascherina nel mio reparto si è vista il 22 marzo” – ha aggiunto l’operatrice sanitaria – spiegando che lei “il 12 marzo chiese di averne una, ma a me come ad altre colleghe che le avevano portate da casa venne intimato dalla caposala di non usarle” ha concluso.

Intanto, nella città di Napoli – per il quarto giorno consecutivo – ieri non si sono registrati né nuovi contagi, né decessi di persone affette da coronavirus Covid-19.