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Immigrazione, la Corte Suprema Usa ferma Obama

Immigrazione, la Corte Suprema Usa ferma Obama

Immigrazione, la Corte Suprema Usa ferma Obama

di Francesco Veronesi

TORONTO – Approvare una serie di programmi per permettere a milioni di clandestini di avviarsi verso un percorso a tappe fino alla definitiva regolarizzazione. È stato questo il tentativo del presidente americano Barack Obama bocciato da una sentenza della Corte Suprema Usa.

Una decisione, quella emessa questa settimana dal massimo tribunale statunitense, che è stata osservata con particolare attenzione anche qui in Canada, dove prosegue il dibattito su come risolvere l’annoso problema del lavoratori stranieri senza documenti.

Ma cosa proponeva l’inquilino della Casa Bianca? Obama aveva, attraverso un ordine esecutivo, cercato di dare una prima concreta risposta alla necessità di avviare un processo di regolarizzazione degli immigrati senza documenti: nel progetto gli stranieri avrebbero avuto la possibilità di emergere dalla loro situazione di clandestinità, fare una richiesta legittima per poter lavorare regolarmente e poter ricevere i contributi previsti dalla legge per gli altri lavoratori in regola.

Allo stesso tempo nel programma di Obama si dava una risposta concreta a un’altra urgenza, quella rappresentata dai figli degli immigrati non in regola.

A loro doveva venir concesso un visto che permetteva loro di rimanere legalmente negli States per tre anni e di poter prolungare in seguito la loro permanenza, usufruendo di quella “road map” verso la regolarizzazione utilizzata dai genitori.

Le proposte del presidente democratico, però, avevano trovato nei mesi scorsi una forte resistenza sia al Congresso sia in molti Stati.

Il braccio di ferro istituzionale era quindi arrivato in tribunale, con il Texas e altre 25 amministrazioni statali che avevano denunciato l’illegittimità degli ordini esecutivi di Obama.

A giugno la Corte Suprema si era spaccata e il voto 4-4 aveva in sostanza dato torto al presidente americano. Questa settimana è arrivata la seconda e definitiva bocciatura per il presidente.

Insomma, il tentativo di Obama – che aveva registrato il massimo sostegno di Hillary Clinton e che, allo stesso tempo, si era attirato le critiche pesanti del candidato repubblicano Donald Trump – non ha portato ad alcun risultato. Dopo otto anni di presidenza, il problema dei lavoratori stranieri non in regola rimane irrisolto.

Qui in Canada dobbiamo affrontare una situazione abbastanza simile, seppur logicamente il numero dei lavoratori senza documenti sia molto più basso.

Negli anni è stata più volta chiesta una sorta di sanatoria o amnistia per poter regolarizzare le centinaia di migliaia di stranieri che vivono e lavorano in Canada ma che non sono a posto con i documenti dell’Immigrazione. Tutte le proposte sono state via via bocciate e la situazione, invece di migliorare, con il passare del tempo è peggiorata.

A Ottawa si continua a discutere su una possibile soluzione a un problema estremamente complesso. L’unica ipotesi da non augurarsi è quella dell’immobilismo che non conviene a nessuno.

(Giovedì 6 ottobre 2016)

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