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Il lato oscuro del referendum: le angosce di chi vota No

Il lato oscuro del referendum: le angosce di chi vota No

Il lato oscuro del referendum: le angosce di chi vota No

di Odoardo Di Santo

TORONTO – Michele Serra autore da tempo immemorabile della rubrica “L’amaca” sul giornale La Repubblica ha scritto innumerevoli, piacevoli satire che ci hanno deliziato per anni.

L’ultima “amaca” del 29 Novembre, ci ha preso un po’ di contropiede, per cosi dire. Michele è per il NO al referendum, come è diritto di ogni elettore. Però il suo no è sofferto, angosciato e anche un po’ imbarazzante. Non dice da chi lo ha saputo,ma certamente da fonte ben informata e gli crediamo. E’ sicuro che vincerà il no. Anche con un buon margine, parola sua. “Cosi Renzi impara a giocare uno contro tutti”, scrive e fa intendere che, se fosse stato smart, Renzi avrebbe dovuto giocare con tutti quelli del No e cioè con Berlusconi ed il suo nemico per la pelle Fini, con Il rumoroso populista della Lega Salvini, con Grillo che Berlusconi aveva definito assassino, per una condanna per omicidio colposo e con i suoi deputati accusati di falsificare le firme degli elettori, con il direttore del Fatto Quotidiano Travaglio che era stato denominato “manetta “perché ad ogni pie’ sospinto chiedeva l’arresto di Berlusconi, al furioso Brunetta con la moglie coraggiosa tweettara anonima che si celava dietro un cognome di marca grillina, ai ruderi del vecchio regime Ciriaco De Mita (47.mo nella serie dei 63 Premier italiani del dopoguerra) e l’ex ministro Ciro Pomicino condannato a l carcere per corruzione, agli estremisti di destra di Casa Pound, ai sinistri di Sel, ai fasciti di Fratelli d’Italia, per finire a Massimo D’Alema, famoso esperto della tecnica sconfitta e Bressani, Speranza e compagni della minoranza PD che gridano vendetta,tremenda vendetta contro Renzi.

Ci sfuggono gli altri oppositori di Renzi che siedono al Parlamento, pregiudicati o condannati di cui non abbiamo statistiche aggiornate. Internet ci ha fornito solo cento nomi, sfortunatamente fermi al 2012. Cosentino Nicola condannato la scorsa settimana a nove anni di carcere per associazione mafiosa compare solo come accusato.

Il fior fiore di questa assortita, che Renzi, poco politicamente corretto ma accuratamente aveva definito accozzaglia, sono per il No.

I condannati per corruzione, tra cui non pare di aver identificato nomi di Italiani all’estero, non andranno mai in galera, perché la legge sulla prescrizione di Berlusconi che il governo Renzi voleva emendare e rendere decente come nei paesi civili, dal 2014, quando fu presentata, è rimbalzata back and forth sei volte, dalla camera al senato, sempre con emendamenti “migliorativi” per non farla approvare.

Solo questa sarebbe una buona ragione per abolire il senato. Ma ragione non vale. Tutti sono contro Renzi. Tutti per il NO.

Il nostro Michele Serra, forse forse un po’ segnato dagli anni anche se ancora giovanile e arzillo è preso dalle angosce, perché il No di sinistra che “rispetta profondamente”, sarà poco più di niente: affogherà dentro il no di destra: quello di Brunetta, Berlusconi e Salvini e soprattutto dentro il no grillino”. Proprio così scrive.

La sua angoscia e’ palpabile e comprensibile anche perché non può essere orgoglioso del suo voto. Si dispera perché avranno vinto in nome della Costituzione “figure politiche alle quali della carta non è mai importato un fico secco: la vecchia destra convinta da sempre che la costituzione antifascista sia roba da comunisti, la nuova destra populista che nelle regole vede solo un impiccio e i Cinquestelle che sono in massima misura la vera forza post–republicana e post-democratica, il Mondo Nuovo, la palingenesi, il partito unico. Ai vecchi papiri sostituiranno non appena ne avranno l’occasione, le nuove misure del mondo”. Paroloni altisonanti che per i comuni mortali significa che se vince il No, avremo il partito unico, con le loro misure del mondo, cioè una dittatura? E dire che quelli del No di Sinistra cioè Serra e quelli che egli rispetta “profondamente” durante la campagna elettorale, senza una bricciola di prove, hanno terrorizzato gli italiani con lo spettro della” deriva autoritaria “cioe’ la dittatura, che la riforma della Costituzione avrebbe creato. Cosi avevano proclamato all’unisono, sia il mentore del No, il Prof. Zagrebelsky come Silvio Berlusconi.

Del contenuto della Riforma e cioè della eliminazione del Senato, della eliminazione del CNEL ( Comitrato nazionale dell’economia e Lavoro) che dopo decenni nessuno sa a cosa serve ma che succhia miliardi, la eliminazione delle province, la riforma della burocrazia, il controllo delle spese pazze delle Regioni e dei salari dei consiglieri regionali, lo snellimento dell’approvazione delle leggi, quelli del no di sinistra non ne parlano. Renzi è il nemico. Muoia il dittatore.

Adesso Serra viene a piangere perché dice che il No di sinistra non vale un fico secco e sta portando acqua alla destra populista che secondo lui, di sicuro vincerà.

È patetico pensare che l’odio per Renzi accomuni persone che si sono combattute per decenni, dall’estrema destra all’estrema sinistra.

I nostri vecchi la vedevano giusta quando dicevano: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.

Il “dittatore” Renzi ha cercato di smuovere la palude in cui l’Italia è affogata da decenni. La riforma della costituzione non sarà perfetta, ma almeno è un passo avanti, nella giusta direzione.

Perciò ho deciso di votare Si. Non intendo essere un utile idiota, come si diceva ai tempi di Torgliatti.

(Giovedì 1 dicembre 2016)

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