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Il Canada riconosca il contributo degli italiani

Il Canada riconosca il contributo degli italiani

TORONTO – Quest’anno ricorre il 150º anniversario del Canada, celebrato, a dir la verità, in tono minore in contrasto con il Centenario di cui Expo 67 di Montreal rispecchiò l’ottimismo e lo slancio di un popolo giovane che attrasse l’attenzione del mondo .
Per 2017 invece poca cosa: il governo ha emesso un francobollo commemorativo, una banconota di dieci dollari, ha scelto il tulipano Maple Leaf come fiore ufficiale dell’anniversario. Ha commissionato 150 murali. 
Ha concesso entrata libera ai parchi nazionali. Il Film Board ha ordinato qualche documentario. La città di Windsor ha eretto un palo di 150 pedi per sorreggere una gigantesca bandiera.
Bob Hepburn sullo Star ha posto la ricorrente ed adusa domanda che cade ormai nell’indifferenza generale e cioè: “Sarà il 150° anniversario la volta buona per liberarci della Monarchia inglese?”.
Gli aborigeni hanno lamentato lo scarso rilievo dato alla loro storia.
Il Canada è un paese giovane che si sta realizzando con successo. Pilastro della sua storia è il contributo di milioni di immigrati tra cui gli italiani che hanno costruito il Paese letteralmente pezzo per pezzo.
Fino al secondo dopoguerra Toronto era una sonnacchiosa e noiosa città provinciale dove imperava la morale vittoriana, con una classe dirigente per lo più a conduzione massone che gestiva, gratia dei, il potere cittadino, legata ai riti orange, celebrati nelle annuali parate.
Il duro lavoro e la creatività degli immigrati principalmente italiani ne hanno fatto una metropoli costantemente ai primi posti nelle classifiche mondiali per qualità di vita e per vitalità economica e culturale.
Nelle celebrazioni ufficiali non vengono citati gli anonimi protagonisti artefici del progresso del Canada, ed i loro enormi sacrifici personali, pagati spesso anche con la vita.
 Nel solo Ontario il monumento ai lavoratori italiani immigrati, vittime di incidenti sul lavoro, annovera 1500 fatalità dei quali si è avuta notizia.
È sembrato ironico che il Senato abbia pensato di istituire medaglie commemorative per onorare gli eroi anonimi “unsung heroes” attribuendo però una medaglia anche a se stessi, tutt’altro che anonimi…
Sarebbe stato piacevole inoltre conferire dovuto risalto ai nomi di persone che hanno dato lustro al Canada.
A cominciare da Giovanni Caboto l’esploratore italiano che per primo approdò alle coste canadesi nel 1497. Prototipo di immigrato andò a lavorare al soldo del Re d’Inghilterra Enrico VII che finanziò la spedizione con lo scopo di “cercare, scoprire e trovare nuove terre per l’Inghilterra”. 
Partito con la Nave Matthew, dal nome della moglie Mattea, Caboto compì la missione per il Re d’Inghilterra, pagando un prezzo eccessivo alla storia, perché gli inglesi si appropriarono del suo nome che divenne John Cabot. 
Con tale nome gli è stata dedicata una statua a Capo Buonavista nel Newfoundland, come pure in Inghilterra.
Nemmeno tanto diversa la sorte di Gugliemo Marconi. Per chi visita Cape Breton e va da Louisburg a Glace Bay incontra il Marconi National Historic Site dove lo scienziato italiano dette inizio alla rivoluzione nelle comunicazioni di massa in cui il Canada secondo la BBC ebbe un ruolo vitale. 
Da qui, 17 febbraio 1902 Marconi lanciò il primo messaggio transatlantico a Podhu in Cornwall usando un’antenna alta 150 metri sospesa a quattro gigantesche torri di legno. 
Le fondazioni in cemento con il modello della originale “table head station”, una stazione radio amatoriale e la cronistoria dei successi di Marconi sono conservati a Glace Bay in un piccolo museo.
Signal Hill in Newfoundland è il sito dove nel 1901 Marconi riuscì a ricevere il primo segnale transatlantico. 
Marconi nato in Italia nel 1874 da facoltoso padre appartenente all’aristocrazia terriera emiliana, sin da piccolo mostrò interesse per la scienza e specialmente per l’elettricità e cominciò a lavorare all’idea del telegrafo senza fili. 
Anche lui dovette emigrare per finanziare la sua impresa. Ventenne, si recò con sua madre scozzese/irlandese in Inghilterra dove ebbe supporto per i suoi esperimenti che eventualmente condussero a Signal Hill e a Glace Bay. Nel 1903 dalla stazione di South Wellfeet, Massachusetts il Presidente Theodore Roosevelt inviò un messaggio radio al Re Edoardo VII di Inghilterra dando inizio alla comunicazioni di massa che si rivelò cruciale specie per le navi in pericolo, incluso il Titanic.
Marconi ricevette il Premio Nobel per la fisica nel 1909.
I nomi di Caboto e Marconi si coniugano con il Canada. Nel 150º anniversario non meriterebbero anche loro una medaglia commemorativa come i senatori?
 
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