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Firma del Ceta incostituzionale, nuova sfida di Galati

Firma del Ceta incostituzionale, nuova sfida di Galati

Firma del Ceta incostituzionale, nuova sfida di Galati

di Francesco Veronesi

TORONTO – Con la firma del trattato Ceta il governo federale ha palesemente violato la Costituzione canadese. È questa la tesi di fondo della denuncia, presentata alla Corte Federale, fatta dal costituzionalista torontino Rocco Galati in seguito al mandato affidatogli dai suoi assistiti, Paul Helleyer – ministro della Difesa e dei Trasporti nei governi di Lester Pearson e Pierre Trudeau – Ann Emmett e George Cromwell, esponenti della Commissione sulla Riforma Monetaria ed Economica (Comer). Insomma, dopo il sostanziale veto posto dalla Vallonia – il cui “no” ha di fatto messo sotto scacco l’intero accordo di libero scambio – per il Ceta arriva anche il rischio di una querelle giudiziaria in terra canadese dagli esiti incerti.

Ma cosa avrebbe spinto gli assistiti di Galati a intentare un’azione legale contro l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Ue? In primo luogo il governo non avrebbe il diritto costituzionale di “firmare – sostiene il legale nel faldone di 29 pagine depositato presso la Corte Federale – porre in atto e implementare trattati senza l’espressa autorizzazione del Parlamento” secondo quanto è stabilito dall’Act of Parliament.

Non solo. Decidendo per conto proprio, il governo federale avrebbe fatto un’invasione di campo su materie che sono di prerogativa provinciale.

“La grande maggioranza degli articoli del Ceta – continua la denuncia – e il loro impatto riguarda sfere esclusive di giurisdizione provinciale protette dalla divisione dei poteri del Constitution Act del 1867”.

Si assiste, inoltre, a una cessione di poteri e controlli che per legge spetterebbero solamente al sistema giudiziario canadese. “Il Ceta elimina l’ordinamento giudiziario protetto costituzionalmente creando tribunali stranieri che dovranno determinare questioni di legalità e di proprietà” senza che vi sia un controllo proprio da parte del sistema giudiziario canadese.

Lunga poi la lista delle presunte violazioni da parte dell’accordo di libero scambio Canada- Ue della Carta dei Diritti e delle Libertà, in particolare “sulla capacità di creare programmi pubblici su Sanità, Istruzione e Servizi Sociali, con l’eliminazione di sussidi, monopoli e aziende di Stato create per il benessere pubblico”.

Infine, sempre secondo Galati, lo stesso governo federale non ha rispettato la Carta dei Diritti e delle Libertà violando il principio del “nessuna tassa senza rappresentanza”, proprio perché il Ceta non è stato propriamente dibattuto nel Parlamento federale.

(Martedì 25 ottobre 2016)

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