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«È un errore abbassare la guardia sul Covid-19»

«È un errore abbassare la guardia sul Covid-19»

«È un errore abbassare la guardia sul Covid-19»

TORONTO – Dopo la lettera aperta di 18 leader sanitari al premier Justin Trudeau per chiedere un allentamento delle misure anti-Covid per salvare l’economia canadese, arriva una nuova presa di posizione, diametralmente opposta: è quella della Canadian Medical Association, associazione nazionale di medici che ieri ha pubblicato un elenco di “questioni critiche” che il Paese deve affrontare prima di una potenziale nuova ondata di coronavirus.

Il presidente della CMA, Sandy Buchman, ritiene infatti che il Canada potrebbe incontrare lungo la strada «piccoli dossi qua e là, come se stessimo sciando su una collina innevata piena di “gobbe”: dobbiamo trovare la strada attraverso i dossi che incontreremo».

Quale, dunque, la via da seguire? Secondo il presidente Buchman e la CMA, i canadesi devono continuare ad aderire alle misure di sanità pubblica, incluso il distanziamento fisico che ha dimostrato di aiutare ad appiattire la curva delle infezioni da coronavirus in tutto il Paese. «Non possiamo lasciar perdere – afferma – . Dobbiamo continuare a vigilare sulle misure di sanità pubblica. Se non lo facciamo, possiamo subire un altro blocco e molte più restrizioni», sottolinea, in aperto contrasto con l’appello all’allentamento delle misure restrittive lanciato pochi giorni fa dai 18 leader sanitari guidati dall’ex capo federale della sanita pubblica, Gregory Taylor.

Sandy Buchman chiede anche maggiore chiarezza. «Per garantire che le misure di sanità pubblica siano chiare e fattibili – afferma – , i messaggi delle autorità sanitarie devono essere coerenti. Ma questo è stato un problema da quando è iniziata la pandemia. Ultimamente, però è più chiara la necessità di mettere le mascherine e numerose giurisdizioni hanno iniziato ad imporle negli spazi pubblici interni».

Ora la sfida è tutta sul tracciamento dei contatti, che può aiutare ad identificare ed a contenere nuove infezioni. A giugno, il primo ministro Justin Trudeau aveva dichiarato che in Ontario sarebbe stata testata una nuova app mobile volontaria per la ricerca dei contatti, che sarebbe stata pronta a luglio. «È il 9 luglio (ieri, ndr). Non abbiamo sentito nulla», dice il presidente della CMA. «Dovremmo ricevere messaggi chiari e coerenti», ribadisce.

La CMA raccomanda poi di estendere i “test strategici proattivi” tra i gruppi di lavoratori essenziali e le altre popolazioni sensibili. «I governi devono fare di più per riconoscere i rischi unici e le difficoltà finanziarie incontrate dai nostri operatori sanitari che lavorano in prima linea». Sempre secondo la CMA, il Canada ha anche «fallito drammaticamente» nel proteggere i gruppi vulnerabili che sono stati finora colpiti in modo sproporzionato dalla pandemia di Covid-19, comprese le popolazioni emarginate ed i residenti delle strutture di assistenza a lungo termine dove si è verificata la maggior parte dei decessi canadesi.

Un altro problema è rappresentato dalla ripresa delle normali attività sanitarie all’interno degli ospedali. All’inizio della pandemia, interventi chirurgici considerati “non essenziali” sono stati annullati e rinviati per mantenere le distanze fisiche e per attrezzare meglio gli ospedali per affrontare il Covid-19. Negli ultimi mesi, si è dunque accumulato un grande arretrato di casi che, secondo i funzionari della sanità, potrà essere smaltito solo nel giro di alcuni anni. «Man mano che i servizi sanitari iniziano a riprendere, i sistemi che li gestiscono si ritroveranno alle prese con un picco significativo, con tempi di attesa lunghi», scrive ancora la CMA. Un aspetto non secondario, nell’ipotesi di una nuova ondata di Covid-19.

Nonostante la prospettiva di nuovi focolai, il dottor Buchman afferma comunque di essere ottimista se il Canada inizierà ad occuparsi dei problemi delineati dalla CMA. «Facciamolo adesso – conclude – dobbiamo solo renderci conto che siamo su questa strada. E potremo percorrerla».