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Covid, in Ontario e Quebec più del 90% dei casi

Covid, in Ontario e Quebec più del 90% dei casi

Covid, in Ontario e Quebec più del 90% dei casi

TORONTO – Mentre nuove proiezioni federali mostrano che l’emergere di nuovi casi di Covid-19 sta rallentando in alcune parti del Canada, la pandemia continua il suo cammino colpendo in modo particolarmente duro alcune province e fasce di età.

In Ontario e Quebec sono stati rilevati il maggior numero dei casi nazionali – 90% – negli ultimi 14 giorni. Ad Ottawa durante il terzo briefing dall’inizio della pandemia, la Chief Public Health Office Theresa Tam e il suo collega Dr. Howard Njoo hanno illustrato le proiezioni sull’impatto del virus nelle prossime settimane, sciorinando i numeri dei possibili nuovi contagi e decessi.

Le nuove cifre mostrano che il Canada, entro il 15 giugno – potrebbe vedere tra 97.990 e 107.454 casi e tra 7.700 e 9.400 morti.

Mentre Ontario e Quebec continuano a detenere la maglia nera, non vi è stata alcuna trasmissione comunitaria nella Prince Edward Island, nei Northwest Territories e nello Yukon mentre nessun caso positivo al Covid-19 è stato segnalato finora in Nunavut.

I numeri mostrano che il virus continua a farsi strada in modo sproporzionato nelle case di cura a lunga degenza e nelle case di riposo: in queste strutture è avvenuto il 18% di tutte le infezioni e ben l’82% dei 7.495 decessi del Canada.

Le proiezioni sul futuro dilagare del coronavirus tra la polazione canadese arrivano nel momento in cui alcune province hanno riferito di una diminuzione del numero dei nuovi contagi e stanno iniziando a riaprire le loro economie oltre ad alcune scuole, negozi e parchi.

Ma Theresa Tam spegne i facili entusiasmi: il medico ha messo in guardia i canadesi in quanto se la riapertura non viene effettuata con cautela, il rischio di una seconda esplosione di casi è molto elevato. «Se ci rilassiamo troppo o riapriamo molto in fretta, “c’è una grande possibilità che l’epidemia torni e lo faccia con una crescita esplosiva», ha detto la Tam.

Senza troppi giri di parole Theresa Tam ha affermato che anche se si stanno compiendo progressi nella lotta contro il coronavirus, fino a quando non sarà disponibile un vaccino o una cura effcace, sarà necessario uno sforzo continuo per evitare un secondo picco di contagi.

«Con il rientro al lavoro delle persone è ancora più importante mantenersi a 2 metri di distanza gli uni dagli altri, lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi e, quando le circostanze non permettono di poter stare distanti, indossare la mascherina», ha detto la Chief Public Health Office Tam.

Cautela è in sostanza la parola d’ordine in questo delicato momento in cui le persone fremono per poter riprendere la propria vita in mano con le normali attività quotidiane e la possibilità di incontrare di nuovo amici e parenti. Un miglioramento della situazione, ha detto la Tam, c’è stato ma non si può ancora cantare vittoria. Bisogna invece adattarsi a vivere una “nuova normalità”.