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Coronavirus, gravi i due cinesi ricoverati a Roma

Coronavirus, gravi i due cinesi ricoverati a Roma

Coronavirus, gravi i due cinesi ricoverati a Roma

TORONTO – “I due cittadini cinesi ricoverati nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria. E’ stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva”.

C’è preoccupazione per l’ultimo bollettino diramato, ieri, dalla Direzione sanitaria dell’Istituto Spallanzani di Roma. L’ospedale ha sottolineato che “i pazienti sono monitorati in maniera continuativa e sono sottoposti a tutte le cure del caso, compresi farmaci antivirali sperimentali.

Le attuali condizioni cliniche sono compromesse ma stazionarie, per cui i medici che li hanno in cura si riservano la prognosi” precisava il bollettino.

Buone notizie invece per Niccolò Cicogna, il 17enne friulano rimasto bloccato a Wuhan: non ha il coronavirus. Lo hanno confermato ieri fonti della Farnesina.

Il giovane, che domenica notte non era potuto partire dalla Cina insieme agli altri 56 connazionali, poiché manifestava 37,7 di febbre, era stato sottoposto al test per verificare l’eventuale contagio.

Il minorenne di Grado, in provincia di Gorizia, è stato subito preso in carico ed assistito dal personale diplomatico italiano e si trova ora in un bed & breakfast di Wuhan accudito da due italiane incaricate dalla nostra ambasciata.

La Farnesina sta studiando una soluzione per farlo tornare e per sottoporlo al periodo di quarantena, come è prassi per chi arriva dalla provincia di Wuhan.

Hanno intanto trascorso la loro prima giornata in quarantena (sulle 14 previste, ndr) – presso la città militare della Cecchignola, a Roma – i 56 italiani rientrati da Wuhan grazie al ponte aereo militare predisposto dal governo.

Alla Cecchignola sono state per loro approntate delle camere singole, sterili ed isolate – ciascuna dotata di televisore, computer e telefono – dove i nostri connazionali si nutriranno con pasti sigillati e monoporzione. Il cibo avanzato verrà distrutto.

Ieri, alla città militare dove rimangono in quarantena i 56 italiani c’è stata la visita del commissario per l’emergenza da coronavirus, Angelo Borrelli: “Stiamo lavorando senza sosta e con grande spirito di squadra per garantire il rientro dei connazionali da Wuhan. A Pratica di Mare ed alla Cecchignola opereremo assicurando i migliori standard di sicurezza”.

Nel frattempo, all’aeroporto di Pratica di Mare rimarrà a disposizione un velivolo militare attrezzato per il trasporto di biocontenimento nel caso che il personale presente alla Cecchignola venisse in qualche modo contagiato.