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Coderre cede: il Parco Nincheri non cambierà nome

Coderre cede: il Parco Nincheri non cambierà nome

Coderre cede: il Parco Nincheri non cambierà nome

di Francesco Veronesi

TORONTO – Denis Coderre getta la spugna: il progetto di cambiare il nome a un parco di Montreal intitolato a Guido Nincheri non andrà avanti. Ad annunciarlo è stato lo stesso sindaco, nella tarda serata di lunedì, attraverso Twitter. Il piano, approvato lontano dai riflettori dal consiglio comunale della cittadina francofona nel 2015, era emerso solamente la scorsa settimana, provocando un’ondata di indignazione nella comunità italocanadese. Nincheri, soprannominato il Michelangelo di Montreal, è stato uno dei più importanti artisti ecclesiastici del secolo scorso: i suoi dipinti e le sue vetrate colorate sono presenti in circa 200 chiese sparse in tutto il Nord America.

Da sinistra, il deputato Nicola Di Iorio, il sindaco di Montreal Denis Coderre e il sottosegretario David Lametti

Nel progetto approvato lo scorso anno, il parco doveva essere rinominato “Parc de la Ville de Quebec” in seguito alla donazione da parte di Quebec City di alcune statue celebrative in occasione del 375° compleanno di Montreal. Ora, con il passo indietro del sindaco, il parco rimarrà intitolato al celebre artista italocanadese, mentre una zona al suo interno, dove saranno poste le statue donate dall’altra cittadina francofona, sarà chiamata “Place Ville du Quebec”. Anche se restano degli interrogativi che dovranno essere in qualche modo chiariti. Uno, ad esempio, riguarda il possibile voto di City Hall sulla decisione del sindaco, un passaggio questo che potrebbe far scoppiare nuove polemiche.

Ma è evidente che Coderre si sia reso conto del grave errore commesso. Un mea culpa testimoniato anche dal fatto che il sindaco lunedì sera ha inviato il tweet in francese e in italiano: “Ho parlato con Roger Nincheri nipote del grande Guido, confermo che il nuovo parco conserverà il nome attuale e accoglierà la piazza del Qc”. Anche a livello politico, negli ultimi giorni, stava crescendo una forte rabbia e indignazione per una decisione giudicata “priva di senso e offensiva verso la comunità italocanadese”. Il sottosegretario David Lametti aveva confidato al Corriere le proprie perplessità, proprio poche ore prima che Coderre facesse marcia indietro: «Non vogliamo fare alcun tipo di ingerenza su un livello di governo, quello comunale, che non è il nostro – aveva detto – Detto questo, da semplice cittadino, non posso che essere contrario a cambiare il nome del parco». “Come italocanadesi – aveva poi aggiunto in un comunicato congiunto con il deputato Aneglo Iacono – siamo profondamente preoccupati con la proposta di modificare il nome. Invitiamo il sindaco di Montreal a sedersi insieme ai leader della comunità italiana per trovare un’alternativa accettabile”.

Una posizione che era stata presa anche dall’mp Nicola Di Iorio, prima durante una dichiarazione spontanea alla House of Commons, poi durante un’intervista concessa al Corriere Canadese. “Chi di noi non si è fermato un istante – ha dichiarato – per osservare i dettagli di una vetrata o del soffitto di questa venerabile Camera? Il più grande artista canadese in materia, Guido Nincheri, nato in Toscana nel 1885, è anche conosciuto con il soprannome di Michelangelo canadese. A questa gloria, si sovrappone la tristezza di ricordare che il governo canadese lo ha imprigionato a causa di un personaggio dipinto in un’opera”. “Invito tutti i miei colleghi – ha poi aggiunto – a rispettare la memoria e a sottolineare la vita e la carriera del grande maestro e del suo allievo”. Di Iorio aveva poi descritto lo stato d’animo della comunità italocanadese a Montreal.

«Si sente offesa – aveva detto al Corriere – prova una forte rabbia per questa decisione sbagliata. Per una strana coincidenza avevo visitato lo studio di Nincheri proprio il 18 novembre: è un gioiello, è un edificio pieno di bozze e materiale dell’artista. Ritengo che il sindaco dovrebbe fare un bel gesto di umiltà, e vista la situazione, dovrebbe semplicemente ammettere di aver sbagliato, perché Nincheri non solo è stato il più grande artista italocanadese del secolo scorso, ma anche perché subì in prima persona l’internamento a Petawawa, un dramma vissuto da tanti italocanadesi durante la guerra». Poche ore dopo sarebbe arrivato il “gesto di umiltà e l’ammissione di colpa” da parte di Coderre, con l’annuncio del clamoroso passo indietro.

(Mercoledì 30 novembre 2016)

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