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Cina: 291 nuovi casi del virus, primo negli USA, 6 le vittime

Cina: 291 nuovi casi del virus, primo negli USA, 6 le vittime

Cina: 291 nuovi casi del virus, primo negli USA, 6 le vittime

PECHINO – Dopo la conferma ufficiale che il virus polmonare – propagatosi dalla Cina – si può trasmettere anche tra uomo e uomo, si registra il primo caso negli Stati Uniti.

Con precisione, nello Stato di Washington una persona presentava i sintomi del contagio ed il Centers for Disease Control and Prevention – secondo la CNN – ha poi confermato. Il paziente – che era stato ricoverato per polmonite, la scorsa settimana – era stato di recente a Wuhan, la città cinese considerata l’epicentro della diffusione del virus.

“La trasmissione da uomo a uomo – si legge nel report del Centro aggiornato – è stata confermata, ma sono necessarie ulteriori informazioni per valutare la portata di questa modalità di trasmissione. La fonte dell’infezione non è nota e potrebbe essere ancora attiva. Pertanto, la probabilità di infezione per i viaggiatori in visita a Wuhan che hanno uno stretto contatto con individui sintomatici è considerata moderata.

Nel frattempo, altre due persone sono morte – in Cina – dopo essere state contagiate dal coronavirus individuato per la prima volta a inizio dicembre a Wuhan, portando così a sei le vittime totali.

I nuovi casi di infezione salgono a 77 nel Paese asiatico, dove si contano in totale 291 persone contagiate e 922 in totale i pazienti che restano sotto osservazione negli ospedali cinesi. Fra loro ci sarebbero anche 14 operatori sanitari. Lo riferiscono le autorità sanitarie di Pechino, confermando che sono sette finora le persone colpite fuori da Wuhan, la città epicentro del focolaio dell’epidemia. Sono stati inoltre segnalati casi a Pechino e Guandong, poi in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Corea del Nord.

Tutti dati che la Cina – ha fatto sapere il ministero degli esteri, Geng Shuang – intende condividere con i rappresentati degli altri Paesi invitati alla riunione indetta dall’Oms sulle regolamentazioni sanitarie internazionali da adottare alla luce della diffusione del coronavirus noto come 2019-nCoV.

Tutti i casi che sono stati diagnosticati fuori da Wuhan sono relativi a persone che avevano comunque sostato nella città cinese.

Al di fuori della Cina, il governo giapponese ha deciso di adottare nuove misure per contenere la minaccia, dopo il primo caso confermato la scorsa settimana nel Paese del Sol Levante. Le autorità australiane hanno deciso di effettuare test di biosicurezza sui voli in arrivo a Sydney dalla città cinese di Wuhan per individuare ogni persona infettata.

In Canada, tre casi sospetti di questo coronavirus sono stati invece smentiti dalle autorità sanitarie, senza però indicare in quali province risiedessero i malati.

Health Canada ha confermato che tutti gli ospedali del Paese hanno ricevuto informazioni su come valutare eventuali casi sospetti.

Nel nostro Paese, la SARS – un analogo coronavirus – nel 2003 infettò 438 persone, uccidendone 44.