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Champagne: «Canadesi, tornate a casa»

Champagne: «Canadesi, tornate a casa»

Champagne: «Canadesi, tornate a casa»

TORONTO – I canadesi che si trovano all’estero dovrebbero affrettarsi a tornare in Canada fintanto che i voli commerciali sono ancora in funzione. È stata questa la raccomandazione del ministro degli Esteri François-Philippe Champagne giunta un giorno dopo che Global A€ffairs Canada ha rilasciato una dichiarazione analoga in cui consigliava ai viaggiatori oltreoceano di prendere in considerazione la possibilità di tornare a casa prima del previsto in mezzo alle crescenti restrizioni imposte a causa della pandemia di COVID-19.

“Le compagnie aeree hanno cancellato i voli. Nuove restrizioni potrebbero essere imposte con poco preavviso. I vostri programmi di viaggio potrebbero essere gravemente interrotti e potreste essere costretti a rimanere fuori dal Canada più a lungo del previsto”, ha osservato il ministero.

Venerdì scorso il governo federale ha raccomandato ai canadesi di evitare tutti i viaggi internazionali e ha detto che dovrebbero limitarsi a quelli dove i voli in arrivo sarebbero autorizzati ad atterrare. Ma l’avvertimento di Champagne arriva mentre Transport Canada è impegnato a compilare un elenco di aeroporti che accetteranno voli internazionali.

Sono attualmente in corso discussioni con aeroporti e membri del settore, ha detto il portavoce del dipartimento Amy Butcher e l’elenco finale dovrebbe essere pubblicato questa settimana.

«Incanalare i voli provenienti dall’estero in Canada verso una manciata di aeroporti in tutto il paese è un modo per i funzionari di semplificare il processo di screening e tenere traccia di dove i viaggiatori vanno e vengono», ha spiegato Butcher.

Ma non sono solo i voli ad andare incontro a restrizioni a causa del COVID-19: anche le imbarcazioni e le navi da crociera che trasportano più di 500 persone non potranno attraccare ai porti canadesi fino a luglio.

La Public Health Agency of Canada nel suo ultimo avviso sui viaggi invita ad autoisolarsi per un periodo di 14 giorni dopo qualsiasi viaggio fuori dal Canada: l’autoisolamento non è obbligatorio, ha chiarito l’agenzia, ma è raccomandato come precauzione.

Ma mentre la Public Health Agency of Canada afferma che i canadesi che rientrano nel paese possono aspettarsi maggiori screening negli aeroporti, i viaggiatori che giungono al Toronto Pearson International Airport segnalano, appena un giorno dopo l’entrata in vigore delle nuove misure nazionali per lo screening del virus, la mancanza dei controlli in questione.

“Sei agenti in servizio, zero screening, nessuna maschera, nessun disinfettante in loco. Molto, molto poco sicuro”, è il messaggio che il viaggiatore Glen Canning ha postato su Twitter.

Venerdì scorso, il ministro della Pubblica sicurezza e della preparazione alle emergenze Bill Blair ha dichiarato che gli aeroporti di tutto il paese stanno prendendo le misure necessarie per garantire che i canadesi siano al sicuro nel bel mezzo della di€usione del COVID-19. “Abbiamo migliorato le misure di screening in atto in tutti gli aeroporti internazionali, nonché nei porti di ingresso terrestri, ferroviari, marittimi”, ha twittato Blair. Da allora però, numerosi viaggiatori hanno risposto al tweet del ministro citando le proprie esperienze al Pearson e la mancanza dei protocolli di screening sopra menzionati.