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Ceta, cammino lungo prima dell’attivazione

Ceta, cammino lungo prima dell’attivazione

Ceta, cammino lungo prima dell’attivazione

di Francesco Veronesi

TORONTO – La firma del Ceta ha gettato le basi per l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea. Ma per arrivare a una piena implementazione del Comprehensive Economic and Trade Agreement il cammino è ancora lungo, su un percorso in salita che potrebbe presentare nuovi ostacoli.

Il trattato, infatti, per entrare in vigore, dovrà registrare in primo luogo la ratifica del parlamento federale canadese e del Parlamento europeo. Riguardo a questi due passaggi, non dovrebbero esserci eccessivi rompicapi. A Ottawa, infatti, il Ceta gode di un appoggio pressoché unanime da parte delle forze politiche federali.

Le basi dell’accordo che decretarono l’avvio di un lungo e tortuoso negoziato furono gettate sette anni fa dalla precedente amministrazione conservatrice guidata dall’allora primo ministro Stephen Harper. La posizione dei tory sul Ceta non è cambiata e il loro voto favorevole in parlamento è praticamente scontato.

Stesso discorso per quanto riguarda il Parlamento europeo. Il testo finale dell’accordo – un tomo di 1.600 pagine – dovrebbe essere votato alla riunione plenaria del 18 e 19 gennaio 2017: la stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari ha già fatto sapere che sosterrà il trattato di libero scambio con il Canada.

Una volta superato questo primo scoglio, alcune delle previsioni dell’accordo dovrebbero entrare in vigore in via provvisoria. Ma è a questo punto che si entrerà in una nuova fase, delicata, dove potrebbero emergere nuovi problemi sulla falsariga di quanto accaduto le settimane scorse in Vallonia. Il trattato, infatti, dovrà passare il voto di ratifica di tutte le Province e Territori canadesi, insieme al voto dei parlamenti nazionali dei 28 Stati dell’Unione europea, insieme a quelli delle Regioni – come la Vallonia – che hanno diritto di voto su determinate questioni di carattere economico. E qui potremmo incontrare nuovi nodi, eventuali ritardi, ripensamenti dell’ultima ora: insomma, si tratta di una storia della quale dobbiamo ancora leggere la parola fine.

Una volta entrato in vigore, il trattato Ceta cambierà per sempre i rapporti commerciali tra il nostro Paese e i 28 Stati dell’Unione europea.

Saranno eliminati, infatti, i dazi doganali su circa il 98 per cento dei prodotti presenti nella bilancia commerciale Canada-Ue, con benefici calcolati in circa 20 miliardi di dollari annui per il Canada insieme alla sostanziale apertura di un mercato di 506 milioni di consumatori per i prodotti canadesi.

(Martedì 1 novembre 2016)

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