CorrCan Media Group

Banca per le infrastrutture, la scommessa di Trudeau

Banca per le infrastrutture, la scommessa di Trudeau

Banca per le infrastrutture, la scommessa di Trudeau

di Francesco Veronesi

TORONTO – Utilizzare la spinta dei fondi che arrivano dal settore privato per rilanciare il piano di costruzione delle infrastrutture in Canada. La grande scommessa di Justin Trudeau sul fronte economico comincia a prendere una fisionomia più definita dopo il summit di lunedì a Toronto con un gruppo di potenziali investitori.

Per ora si sono registrate numerose reazioni positive al progetto del leader liberale e del ministro delle Finanze Bill Morneau. Restano però ancora da chiarire alcuni punti per poter capire se, e come, il modello di sviluppo nelle infrastrutture del nostro Paese sarà in grado di funzionare in modo efficiente ed efficace. Sono due le certezze sulle quali il governo sta articolando la sua strategia in questo settore.

La prima riguarda la creazione di una Banca Canadese per le Infrastrutture, un fondo nel quale saranno incanalate risorse governative e – si spera – investimenti da parte del settore privato. Ottawa inietterà nel fondo 35 miliardi di dollari, mentre il piano decennale per le infrastrutture, che era partito da una quota di 120 miliardi di dollari, arriverà invece a un totale di 186 miliardi di dollari.

Il secondo elemento è quello della necessità di attrarre capitali dal mondo delle istituzioni creditizie, da quello assicurativo e dai fondi pensionistici: tutti settori che hanno un bisogno disperato di investire ingentissime somme per continuare a crescere.

La Banca per le Infrastrutture – secondo il piano di Morneau – costituirebbe uno strumento ideale per avere un sicuro ritorno negli investimenti, che dovrebbero essere di 4 dollari dai privati per ogni dollaro messo a disposizione dal governo.

Ma il come si possa poi concretizzare questo ritorno rimane una questione aperta. Un’ipotesi è che i potenziali investitori diventino nella sostanza piccoli azionisti della Banca stessa, la cui golden share in ogni caso rimarrebbe pubblica. Entrerebbe in gioco poi una singola negoziazione tra governo e investitori su ogni progetto locale nelle infrastrutture canadesi. Un modello potrebbe essere costituito dalla Highway 407, il tratto autostradale privatizzato da Mike Harris nel 1999 con la concessione per 99 anni a una joint venture formata da Cintra Infraestructuras, SNC-Lavalin e il Canada Pension Plan Investment Board. E proprio il Ceo di questa ultima organizzazione, Mark Machin, era presente al meeting di lunedì e alla fine dell’incontro ha voluto dare un giudizio nettamente positivo al progetto del primo ministro e di Morneau.

«È un’iniziativa magnifica – ha dichiarato ai margini dell’incontro – il piano delle infrastrutture dovrebbe assolutamente attrarre nuovi capitali da investitori istituzionali perché la Banca offre alle imprese un singolo punto di contatto e promette di fare la ricerca avanzata per dare priorità a progetti nelle infrastrutture che sono buoni candidati alla partnership tra il pubblico e il privato».

«Ritengo – ha poi aggiunto Machin – che se il piano decollerà, come risultato ci sarà un significativo aumento delle attività nelle infrastrutture».

Dell’iniziativa presentata da Trudeau si è detto estremamente soddisfatto anche Francesco Sorbara.

«Il Long Term Investor Summit – ha fatto sapere al Corriere Canadese il deputato federale eletto a Vaughan – riflette l’impegno del nostro governo di creare posti di lavoro ben pagati per la classe media per tutti i canadesi. Questo, combinato con la recente firma del Canada Europeran Trade Agreement, il governo è focalizzato sull’aumento del commercio e nell’assicurarsi un prospero futuro per le generazioni future».

(Mercoledì 16 novembre 2016)

Scarica “Banca per le infrastrutture, la scommessa di Trudeau”

More in Breaking News