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Andarci giù pesante con l’autostima distruttiva

Andarci giù pesante con l’autostima distruttiva

TORONTO – Sbuffando affannosamente con il torace sporgente su una pancia oltremodo flaccida e esagerando con un tono vocale dei più stentorei, Bibi (il) Netanyahu ha esclamato affinchè tutto il mondo sentisse: “È un grandissimo giorno per Israele; è un grandissimo giorno per gli USA ed è un grandissimo giorno per rafforzzare l’alleanza tra Israele e gli USA”.
 
Sessantatre cadaveri – tre dei quali bambini, una di otto mesi – stesi davanti a lui, una testimonianza di ciò che il suo potere può fare a coloro che tentano di minacciare la sua visione del mondo.  Questi civili potenziali lanciatori di sassi non hanno più niente a che fare con la nostra potenza,  ha rassicurato – così dicendo Bibi – il suo elettorato.
Ecco, altre 2700 vittime dei nostri proiettili e del potere militare. Come osano protestare sullo spostamento dell’Ambasciata americana a Gerusalemme, ha ridacchiato. Il Donald era d’accordo: è un grandissimo giorno! Ha ripetuto a pappagallo.
In un giorno, Mugsy Bibi è riuscito a sgretolare qualsiasi benevolenza mondiale verso Israele fino a quasi la nullità. Gli europei stanno giustamente prendendo le distanze dagli ultimi eccessi del primo ministro israeliano e dal suo intemperante alleato presidenziale americano. Sono l’ultima versione di Butch Cassidy e Sundance Kid, senza niente del “fascino” posseduto dagli originali cowboys criminali.
Sicuramente gli analisti, in seguito, cercheranno dei legami tra tutto ciò, gli raid aerei di Bibi contro le basi iraniane … in Siria … e gli americani hanno bisogno di cercare una motivazione per costringere di nuovo l’Iran alle sanzioni. I magnati del petrolio negli USA, che si battono sotto i prezzi relativamente bassi per il greggio di fronte all’indebolimento della richiesta e dell’eccesso di offerta sul mercato, avranno celebrato con caviale e champagne il fatto che il greggio iraniano non sarebbe più disponibile sul mercato.
Gli analisti del settore hanno previsto che il nuovo prezzo di 77.38 dollari americani al barile potrebbe aumentare fino a 100 dollari entro l’anno prossimo. Attenzione ai cacciatori del risparmio al distributore, mentre il Donald ridistribuisce ricchezza attraverso le pompe di benzina.
Se il delicato equilibrio della diplomazia richiesto per domare le fiamme della guerra è dovuto essere stato sacrificato per produrre tale effetto, eh be’, quello è il prezzo che il Donald e il Bibi ovviamente sono disposti a pagare.
Del resto, quei feriti e quei morti non son mica figli loro.
 

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