CorrCan Media Group

Rocco Galati in difesa delle donne e dell’italianità

Rocco Galati in difesa delle donne e dell’italianità

TORONTO – Continuano a giungerci lettere di polemica sulla foto pubblicitaria dell'evento ICFF MODA. A farsi sentire questa volta è l'avvocato Rocco Galati che portato a conoscenza della corrispondenza tra Anita Aloisio e Ivana Di Rocco, dice la sua nella missiva che segue, rivolgendosi a Di Rocco.

"Devo dire, con tutto il rispetto,  che leggendo la tua email e cercando di “collegare i punti” della sua logica, non mi è rimasto che l’immagine di resti organici di piccione sparpagliati in una piazza di paese. 
Noto che Anita (Aloisio, ndr) a prima vista si lamenta ragionevolmente facendo due riflessioni: 1. come donna che vede nella foto una strumentalizzazione delle donne e 2. ancor più per l’accostamento della forchettata di spaghetti evidenziando un’immagine razzista e offensiva degli italiani. 
Entrambe le figure lontane dal significato e dal messaggio che il poster avrebbe dovuto dare.
E queste avrebbero dovuto simboleggiare la cultura e la moda italiana? In un contesto cinematografico?
La tua email non è inerente alle problematiche sollevate da Anita.
In un modo disordinato cerca di spiegare e giustificare tutto ciò che è stato DIETRO la creazione del poster, buttando dentro nomi di personaggi famosi e rinomati per tutto, tranne che per le lamentele di Anita.
Nessuno coglierà una minima allusione della tua misera spiegazione dietro il poster – il poster si vede e basta – una donna nuda che trangugia spaghetti in una posizione suggestiva. (Ma dopottutto, chi tira su, così in alto, una forchettata di spaghetti?). 
Chi se ne importa di chi ha deciso, chi ha scattato la foto, e cosa hanno pensato altri – realizzati tangibilmente in altri campi – su ciò che tu pensi siano punti simili e non collegati tra loro?
Tu sostieni che le spalle nude richiamano l’abbigliamento da sera. 
Può essere, ma dalla foto del poster non si scorge neanche un lembo di stoffa, al di sotto della scollatura. Perdonami se riempio il resto che non si vede con una donna nuda.
Gli spaghetti incarnano la cultura italiana “per eccellenza”? 
A chi? Mi riportano alla mente le zuffe e le botte che ho preso e dato, crescendo a Toronto negli anni ’60 e ’70, per colpa dell’affettuoso nomignolo “mangia-spaghetti”.
La tua email – un tentativo anemico di giustificare il poster e l’inappropriata critica di Anita – può essere riassunta così: queste sono le persone che hanno creato il poster, perciò deve andar bene così. 
Con questa logica presumi che alcune persone posseggono parlano e rappresentano la cultura intera e un intero genere,  e non possono fare nulla di sbagliato da criticare, per chi sono e ciò che fanno…
Beh, Mussolini aveva un’amante ebrea e per questo non sarebbe potuto essere un antisemita fascista? 
Molti americani istruiti e “illuminati” hanno un tempo sostenuto la schiavitù, prima e dopo la guerra civile americana … e così via …
E se la pornografia violenta, vile, denigrante, che disonora il genere femminile è fatta da donne, allora va bene?
Fai riferimento agli artisti e attivisti dei diritti umani come un unico corpo nebuloso, amorfo e santo che non può essere biasimato per ciò che hanno prodotto e mal rappresentato…
 Le femministe potrebbero non  vedere il loro pregiudizio razziale … Coloro che lottano per l’uguaglianza razziale spesso ignorano la loro omofobia, la loro islamofobia, ecc… 
Succede ogni giorno, Gli artisti e gli attivisti sono diversi e numerosi. Non sono necessariamente – nè di fatto lo sono mai – sempre giusti o santi su tutte le questioni riguardanti i diritti umani.
Osservo il poster e vedo la stessa cosa che vede Anita.
La tua spiegazione è una risposta intellettualmente penalizzata e non reattiva.
Se coloro coinvolti nella creazione del poster desiderassero scendere nel profondo, scavassero nelle loro viscere, è la loro prerogativa.
Comunque – e soprattutto non solo per coloro non taliani coinvolti – non pretendete di rappresentare ciò come “italiano per eccellenza”, etnicamente offende me come italiano, ma insulta profondamente mia madre, mia figlia, mia sorella e le mie nipoti."
 
Rocco Galati
B.A., L.L.B., L.L.M.
 

Comments are closed.