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Winstar Academy, il vivaio dei giovani assi

Winstar Academy, il vivaio dei giovani assi

TORONTO – Il Canada ha la maglia nera nel produrre giocatori destinati al grande calcio. Owen Heargreaves, classe 1981, nato a Calgary, poi ha giocato per l’Inghilterra, ha vinto più di tutti: quattro titoli con il Bayern Monaco, uno scudetto della Premiership e una Coppa dei Campioni con il Manchester United. Il secondo più vincente è stato l’italocanadese di Toronto, Paul Stalteri che ha conquistato uno titolo della Bundesliga con il Werder Brema, giocando anche in Champions.
Da Stalteri in poi nessuno ha avuto grosso successo nel calcio che conta. Quest’anno il titolo di miglior canadese del 2016 è andato ad Atiba Hutchinson, cetrocampista della squadra turca Besiktas. Hutchinson, classe 1983, calcisticamente si è formato a Toronto, prima nel vivaio di Joe D’Urso, poi negli Shooters e nel Lynx, prima di tentare l’avventura in Europa.
L’Europa resta l’Eldorado dei giocani calciatori canadesi, ma anche chi non risce ad andarci ha comunque un grosso avvenire nel soccer, via università del nord America che permettono ai giovani di laurearsi giocando. Il Winstar Soccer Academy di Bobby Graham è il vivaio che ha il maggior successo a Toronto, la strada da seguire per avere successo. Ogni fine anno l’Academy mette in mostra i suoi elementi migliori attraverso il cosidetto Winstar Showcase 2016. Lo Showcase si è appena tenuto, ha visto la partecipazione di 7 squadre composte da elementi nati nel 1999 e 2000. Ad osservare in azione gli aspiranti assi c’erano circa 150 tecnici in prappresentanza di università e college canadesi ed americane. Tra gli osservatori presenti non poteva mancare Ralph Lundy, del College di Charleston, Sud Carolina. Lundy ha partecipato a tutti gli Showcase ed in 20 anni ha scelto 16 elementi, 5 dei quali ora òprofessionidi dui buon livello.
Allo Showcase hanno partecipato sette quadre, del 1999 e 2000, quattro di Toronto – delle quali due del vivaio Winstar – due da Montreal e una da Hamilton.
La rappresentanza italiana tra i ragazzi visionati anche stavolta è stata abbastanza folta. Erano presenti: Anthony La Rosa, attaccante, nato il 24 aprile 2000. Nico Tallarico, centrocampista, nato il 3 aprile 2000. Joseph Capone, difensore di fascia, nato l’11 gosto 2000. Noah Caruana, attaccante, nato il 6 giugno 1999. Louise Melino, difensore centrale, nato il 22 luglio 1999. Nicholas Cachia, esterno d’attacco, nato il 27 giugno 1999. Giorgio Colalancia, difesore di fascia, nato il 14 marzo 1999. Jordan Coletti, difensore di fascia, nato 28 gennaio 1999. Brad Mastrangelo, difensore centrale, nato il 13 maggio 1999. Anche la squadra Etobicoke Energy ha presentato quattro ragazzi italcanadesi, tutti classe 2000: Stefano Vercillo, Matthew Cannone, Julian Colantonio e Andrew Colen.
Bobby Graham, il fondatore del vivaio Winstars Soccer Academy che da circa 20 anni sta valorizzando i giovani talenti locali, ha perso il conto di quanti calciatori ha fatto laureare senza spendere un soldo: «Il miei gol nel calcio sono loro, i ragazzi che grazie alla Winstars si formati per la vita sportiva e non. I gol più belli sono quelli da segnare e da far segnare ai nostri allievi», commenta il direttore Graham che poi fa una rapida valutazione sui ragazzi italocanadesi che hanno partecipato allo Showcase 2016.
«Nico Tallarico, uno dei nostri capitani, è un difensore centrale di grandi qualità. Anche suo zio Franceso, ora avvocato, si è formato nella mia Academy»
«Anthony La Rosa è un attaccante nato che ha il gol facile».
«Joseph Capone è il nostro Gattuso, mediano di quantità, qualitàe grinta».
«Joey Bellotti, è un’ala tecnicamente talentuosa ed uno scatto tremendo».
Bellotti è ominimo del giocatore del Torino che ha incontrato questa estate a Coverciano. Gli azzurri erano lì per uno stage, il ragazzo di Toronto, i cui gentitori sono originari della Calabria, per una tornèe. Il Bellotti canadese ha poi riferito di aver paralto con il suo illustre omonimo, scoprendo che non sono parenti neanche alla lontana. «Ti auguro un gran successo, spero di veteri tra di noi tra qualche anno», avregge detto il Bellotti di Torino al Bellotti di Toronto.

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