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Un solo uomo al comando, la sua maglia è bianco…

Un solo uomo al comando, la sua maglia è bianco…

Un solo uomo al comando, la sua maglia è bianco…

di Nicola Sparano

TORONTO – Domina in latino significa Signora. La Signora in linguaggio pallonaro significa, naturalmente, Juve. Mettendo insieme le due parole – Juve domina – si fotografa la situazione attuale di un campionato alla Coppi: un solo uomo al comando, la sua maglia è bianco celeste, pardon… bianconera.

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Fausto Coppi, il Campionissimo dell’epoca d’oro del ciclismo italiano, in una delle sue incredibili fughe che ispirarono la famosa frase: Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste.

Oggi come oggi il discorso scudetto sembra chiuso per manifesta inferiorità della concorrenza. Concorrenza alla quale la Signora ha tolto due pezzi di novanta, Higuain e Pjanic. Il Napoli senza il “core ingrato” argentino e la Roma senza lo specialista dei calci piazzati bosniaco, non stanno reggendo al ritmo della banda bianconera che ha preso allegramente il largo: vince sempre o quasi, nonostante si comporti benino e non benone. Ecco, un altro paradosso. La Juve “rafforzata” da Higuain e Pjanic non produce un gioco migliore di quello dello scorso anno. Paradossalmente si può dire che la Juve di oggi è piu debole di quella senza Higuain e Pjanic. Col tempo la Juve migliorerà, questo è poco ma sicuro, perche Dybala tornerà ad illuminare, Marchisio rientrerà nel ritmo partita piena ed Higuain riuscirà a trovare chi gli faccia la controfattura per annullare il gigantesco malocchio lanciatogli contro dai napoletani di tutto il mondo.

In campionato la Juve non ha problemi, in Europa sì. Perchè in Champions si gioca un altro calcio, più tosto, ritmi alti, sempre col il piede a tavoletta, senza continue soste per riprendere il fiato, senza manfrine per perdere tempo. La Juve stasera ha un osso duro da spolpare, il Siviglia. Se torna dalla Spagna con i tre punti, il viaggio verso la gloria continuerà. In caso contrario si apriranno scenari neri con ripercussioni anche sul campionato.

E dunque, Roma, Milan, Lazio e Napoli si giocheranno il secondo posto. L’Atalanta, no. È infatti altamente improbabile che Gasperini riesca a fare un mezzo miracolo tipo Leicester.

La Roma à caduta proprio in casa dell’Atalanta ed ora sembrache a gennaio perderà Nainggolan che cerca pascoli più verdi ed ingaggi più alti. La prossima assenza di Salah, che va alla Coppa d’Africa, toglie la spalla ideale a Dzeko. Si creerà un vuoto nel quale si lancerà Totti perchè il capitano non è mai stato un tipo da fare tappezzeria. E Spalletti avrà altre gatte da pelare.

Ad occhio e croce, il Milan di oggi è meglio messo della Roma nella corsa al secondo posto che avrebbero superato in classifica se non si fosse distratto quasi tempo scaduto. Montella ha una bella rosa che renderebbe di più se Bacca e Niang si passassero la palla. Suso è eccezionalmente bravo e i giovani leoni italiani rendono per qualità e quantità.

Anche la Lazio, come l’Atalanta, sta sorprendendo per i risultati che ottiene attraverso il bel gioco. Ma anche l’ambiente della Lazio è spesso bollente (vedi caso Keita) e ciò, a lungo andare, incide sul rendimento.

L’ultima del gruppetto che aspira alla piazza d’onore è il Napoli che a Udine ha ritrovato la vittoria attraverso la doppietta di Insigne.

Lorenzino è uno della triade dei bassotti – gli altri sono Mertens e Callejon – coi quali Sarri cerca di sopperire all’assenza di un bomber di peso che finalizzi il brillante ma poco efficare gioco di squadra. Se Milik non torna presto, De Laurentiis deve mettere mano alla tasca e prendere un centravanti – Pavoletti meglio di Zaza – nel mercato invernale che si apre ben dopo la fine dei giorno di qualificazione della Champs. Se il Napoli resta in Europa il presidente andrà per un big, altrimenti avanti così.

In fatto di suspence, il piatto piange anche in zona retrocessione. Crotone, Pescara e Palermo non stanno cavando un ragno dal buco, sono sempre lì a guardare il tubo di scappamento della quarta in classifica, l’Empoli. Il campionato è ancora lungo, in coda a volte si vedono clamorose rimonte. A volte, ma non sempre.

(Martedì 22 novembre 2016)

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