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Maple Leafs, senza cavalli non si vincono corse

Maple Leafs, senza cavalli non si vincono corse

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di Nicola Sparano

TORONTO – Se il buongiorno si vede dal mattino, questo sarà un alto anno freddissimo per i Leafs. Dopo sei partite hanno all’attivo soltanto una vittoria, più due punti racimolati dopo sconfitte in overtime e ai rigori.

Il tempo per recuperare ci sarebbe, ma come dice un vecchio proverbio ci vogliono i cavalli per vincere le corse. La rivoluzione, l’ennesima, voluta dai boss del club più ricco del campionato è partita con un grosso buco, in porta.

Anche i più ignoranti di hockey sanno che senza un ottimo goalie non si va da nessuna parte. E i Leafs di buoni portieri non ne hanno da anni, ora peggio che mai. Anderson non sembra all’altezza della situazione, anche se tutte le colpe non sono esclusivamente sue. I difensori, infatti, stanno facendo acqua da tutte le parti, mentre i baby dall’attacco più di tanto non possono fare. Il club ha puntato molto sui giovani, ma i giovani per crescere bene debbono avere supporto dai veterani. E vincere qualche partita non sarebbe male anche per il loro morale.

L’ultimo pastrocchio, in ordine di tempo, i Leafs l’anno combinato l’altra sera, contro il Tampa Bay che li ha battuti 7-3. È stata una partitaccia che ha fatto cambiare canale anche al più acceso dei sostenitori. Cari Leafs, così non va, non va, non va.

(Giovedì 27 ottobre 2016)

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