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«Le bocce alle Olimpiadi? Era ora»

«Le bocce alle Olimpiadi? Era ora»

TORONTO – «Le bocce alle Olimpiadi del 2024? Era ora, ci arrivano con qualche secolo di ritardo», commenta “Schizzetto” Di Palma che con le bocce giocava da bambino ed ora continua a farlo sui campi del Ciociaro Club di Toronto.   
«Era ora che i mammasantissima dei Giochi si svegliassero. Hanno incluso nelle Olimpiadi anche lo sport delle “scopate sul ghiaccio” (curling), che si avvicina al nostro sport e che sta riscuotendo un grande successo in tv. Di raffa, o a volo, le bocce sembrano fatte per la tv per le giocate, la tattica, le bocciate. Insomma in una partita ci sono tutti gli ingredienti per tenere la gente incollata ai teleschermi». È un fiume in piena il tuttofare del Ciociaro Club, le bocce gli accendono il sangue. Ma c'è un rimpianto: i giovani italocanadesi non lo praticano in numero sufficente.

«E sbagliano – si infiamma Schizzetto – perchè il gioco delle bocce è uno sport completo, completissimo. Le bocce sono roba per atleti veri. Anzi, ora che ci penso, se arriva questo benedetto pass olimpico spero che i nostri giovani si riavvicinino  allo sport, perchè partecipare ad una Olimpiade è un privilegio riservato a pochi».
   Le speranze di portare le bocce al livelo degli altri sport maggiori è nelle mani del Comitato olimpico internazionale, insieme a quelle di federazioni di altri movimenti, sono quelle di vedere volare (o strisciare) palle colorate sotto la Tour Eiffel ai Giochi estivi del 2024.
Il presidente della Federazione italiana bocce, Marco Giunio De Sanctis vuole rendere ancor più moderno un gioco dall'origine millenaria, apparso in una sua versione rudimentale in Turchia settemila anni fa. Con trascorsi al Coni e poi come segretario generale del Comitato paralimpico italiano, tra gli obiettivi del suo mandato far lievitare i 100mila iscritti alla Fib.
«Il riconoscimento olimpico – dichiara il presidente – di questo sport abbatterebbe molti dei pregiudizi sulle bocce. Mostrerebbe al mondo di quanto sia una disciplina alla portata di tutti ed estremamente impegnativa allo stesso tempo. Ci stiamo battendo affinché almeno una delle specialità (raffa, volo e pétanque) possa essere scelta dal Cio. Se tutte e tre venissero accolte ai Giochi, sarebbe un autentico successo». «Questo nostro sport mostrerebbe al mondo di quanto sia una disciplina alla portata di tutti ed estremamente impegnativa allo stesso tempo. Ci stiamo battendo affinché almeno una delle specialità (raffa, volo e pétanque) possa essere scelta dal Cio. Se tutte e tre venissero accolte ai Giochi, sarebbe un autentico successo».
   «Per l'Italia cosa significherebbe partecipare ai Giochi? Altissime probabilità di medaglia. Sia in campo maschile che femminile siamo la nazione da battere nella raffa e tra le prime al mondo nel volo e nella pétanque, dove ce la giochiamo con la Francia e con alcuni Paesi asiatici. Vincere un campionato italiano è più difficile che conquistare un Mondiale». 
 Sfatiamo un tabù: le bocce non sono uno sport per vecchi. 
«Va detto una volta per tutti che le bocce non sono sport per la seconda o terza età. Ai massimi livelli si è competitivi fino a 50 anni in casi eccezionali, altrimenti il tramonto sportivo corrisponde più o meno a quello dei calciatori. I professionisti sono atleti al 100 per cento: spesso lasciano il lavoro, vengono pagati dalle federazioni e dagli sponsor, si allenano ogni giorno in palestra, vengono seguiti da un allenatore, un preparatore atletico e uno psicologo e sottoposti a controlli cardiologici ferrei. Ci si prepara molto sulla resistenza fisica e mentale. Una partita può durare fino a 10-12 ore, arco di tempo in cui si lancia una palla da un chilo, per tantissime volte, a circa 24-25 metri di distanza».
 Tra i suoi obiettivi, oltre alla crescita della parte professionistica, c'è la promozione delle bocce a tutti i livelli.

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