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Concina: «Ricketts ha cambiato la partita, ma il terreno era un disastro»

Concina: «Ricketts ha cambiato la partita, ma il terreno era un disastro»

12rickettsConcina: «Ricketts ha cambiato la partita, ma il terreno era un disastro»

di Leonardo N. Molinelli

TORONTO – «La chiave della partita è stato l’ingresso di Ricketts». Non ha dubbi Enzo Concina, ex giocatore e assistente tecnico dei Montréal Impact cresciuto a Mississauga su chi abbia cambiato gli equilibri della finale di andata della Eastern Conference.

L’ex assistente di Walter Mazzarri ha seguito la partita dall’Italia («Ho dovuto fare le cinque per il “blunder” delle linee dell’area di rigore, tipico del calcio americano») e racconta al Corriere le sue impressioni sulla prima finale di Conference tutta canadese della storia.

Detto della clamorosa figuraccia fatta dagli Impact per le linee dell’area di rigore troppo strette («La cosa più strano è che nessuno dei giocatori se ne sia accorto prima»), la cosa che più ha colpito Concina è la qualità del terreno di gioco dello stadio Olimpico di Montréal.

«Conosco bene quel terreno – spiega – l’anno scorso ci siamo allenati spesso lì e abbiamo giocato due partite di Champions. Quel “turf” è di prima generazione, una cosa che si usava 30 anni fa. È un terreno terribile, una cosa inaccettabile anche per quei livelli di calcio. E poi influisce sul gioco. Ha danneggiato entrambe le squadre ma ed è stato terribile per lo spettacolo».

A colpire negativamente l’ex assistente degli Impact però è stata anche la difesa a tre di Tfc, solitamente uno dei punti di forza dei Reds.

«Difensivamente Toronto è stato confuso e insicuro – dice – Quei tre vanno allenati. Ci sono delle regole, dei concetti di difesa sia per quando non hai la palla che per quando ce l’hai. La difesa a tre è un vantaggio quando devi impostare perché hai più ampiezza riuscendo ad alzare i terzini». «Comunque – conclude – è fatta male e se si aggiunge il campo che impedisce il giro palla ne viene fuori una cosa inguardabile».

Certo la mezz’ora di ritardo dovuta all’errore delle linee dell’area di rigore non ha aiutato, aggiunge Concina, ma «tocca negativamente tutte e due le squadre». Anche se poi «Montréal è venuto fuori pimpante e in 12’ ha fatto due gol», mentre Toronto «non ci ha capito più niente».

Spietato anche il giudizio sugli Impact di Mauro Biello. «Il Montréal si è dimostrato molto cinico nell’ultima fase del campionato e nei playoff – spiega Concina – Subisce molto ma poi ti punisce con un paio di azioni». Per questa, spiega l’ex assistente tecnico degli Impact «se vanno in vantaggio è difficile rimontarli, ma se vanno sotto fanno fatica».

«Ultimamente hanno avuto la fortuna di passare in vantaggio e poi abbassarsi – spiega – Ieri (martedì, ndr) si sono abbassati troppo, perché dopo il 3-0 invece di fare possesso palla alto, lo hanno fatto a metà campo, hanno perso tante palle e subìto due gol».

Due gol che rendono quello che sembrava un trionfo, una possibile disfatta. «Sul 3-0 era fatta – ammette Concina – non è che andavi a Barcellona o al Santiago Bernabeu a subire una remuntada. Col 3-2 invece può succedere di tutto».

Il calo è avvenuto quando Biello ha tolto Mancosu, per far entrare Drogba. «Mancosu fa tanto movimento e crea spazi per gli altri – spiega Concina – Secondo me ne aveva ancora anche se è stato servito troppo poco e male nei 70’ giocati. È stato il segreto di questa squadra, senza di lui facevano fatica e uno così io lo vorrei sempre in campo».

In ombra invece Giovinco. «L’ho visto un po’ nervoso, spaesato, ma non per colpa sua – spiega Concina – Tfc non aveva gioco, sembrava una squadra messa insieme da pochi mesi». Per l’ex assistente di Mazzarri la Formica Atomica «non riusciva a trovare i suoi soliti spunti, non aveva spazio. È andato largo o tra gli spazi a prendere qualche bella palla, ma Montréal è bravo a chiudere gli spazi».

E allora chi ha cambiato gli equilibri di un partita ormai chiusa sul 3-0 per Montréal?

«La differenza l’ha fatta Ricketts – spiega Concina  – Al suo ingresso è andato davanti a Oyongo, che fino ad allora aveva spazio davanti a sé, e l’ha sovrastato creando problemi». «E comunque – aggiunge – Giovinco ha pur sempre fatto due passaggi decisivi, anche sul 3-2 c’era un fallo di Altidore su Cabrera».

Alla fine però, secondo Concina. il risultato è giusto «perché Montréal sul 3-0, con una tattica illogica, ha rinunciato a giocare. Credo però che anche il campo abbia le sue colpe, sull’erba non sarebbe successo».

Adesso però si guarda alla gara di ritorno di mercoledì prossimo. Quella che deciderà quale squadra andrà in finale.

«È favorito leggermente Toronto perché gioca in casa e sull’erba – conclude Concina – In più ha un vantaggio psicologico perché questa gara era compromessa e l’hanno salvata. È un vantaggio psicologico importante, diciamo che stanno 53-47».

(Giovedì 24 novembre 2016)

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