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Anche Bettega tifa Tfc: «Sono torontino adottivo»

Anche Bettega tifa Tfc: «Sono torontino adottivo»

TORONTO – C’era anche Roberto Bettega in campo la sera del 3 ottobre 1984, quando i Blizzard giocarono l’ultima finale di playoff con protagonista una squadra di calcio torontina. Bobby-gol non ha dimenticato i due anni sotto la Cn Tower («Voglio salutare con tanto affetto tutti i miei amici canadesi e di Toronto, perché è sempre nel cuore mio e della mia famiglia») e oggi, intervistato dal Corriere, confessa che anche lui tifa per la vittoria di Toronto Fc nella finale di sabato contro Seattle.

Bettega, i suoi Blizzard sono l’ultima squadra di Toronto ad aver giocato una finale.

«Siamo arrivati in finale per due anni (gli ultimi due della North American Soccer League, ndr), e abbiamo perso entrambe le volte. A Vancouver e la doppia sfida con Chicago»

Speriamo non valga il detto: “Non c’è due senza tre”.

«Non ci sono più io, quindi non vale (ride, ndr)».

Che effetto le fa rivedere Toronto in finale?

«A me fa molto piacere per Toronto, per Giovinco, per gli amici italiani e per quello che Toronto mi ha dato come amicizia e rapporti. Questo risultato è frutto di un lavoro ben fatto, altrimenti non si arriva a questi livelli».

Ha seguito qualche partita in questa stagione?

«Ho visto la partita con Montréal in campionato perché ero in città. Delle ultime ho seguito i risultati, perché le dirette sono sempre a orari strani, per ovvi motivi. Però ripeto, chi arriva ai playoff e poi in finale vuol dire che ha una continuità di risultati per cui merita di essere lì e, spero, riesca a vincere».

Sembra proprio che gli juventini portino bene a Toronto.

«È vero, perché Sebastian l’anno scorso ha vinto tutto a livello personale. Adesso riuscire ad arrivare alla finale e vincerla sarebbe molto bello. Non dimentichiamoci mai però che il calcio è uno sport di squadra. Un calciatore può essere molto importante o determinante in alcune partite, ma in un campionato giochi con 20-25 compagni, con uno staff tecnico, con una società al tuo fianco. Adesso sembra che celebriamo già la vittoria e non vorrei venisse male interpretato, ma è la verità. Quando arrivano i risultati che Tfc ha ottenuto fino ad oggi è perché c’è un lavoro globale fatto bene».

Quanto ha aiutato il fatto che Giovinco venisse da un top club come la Juventus?

«Non è l’unico, perché anche Bradley ha giocato in Serie A. Negli sport di squadra se i giocatori sono intelligenti hanno voglia di imparare, non solo dai compagni ma anche dall’allenatore. Perché bisogna sempre aver voglia di migliorare indipendentemente da chi ti gioca a fianco. Poi un giocatore ti può portare una mentalità e una filosofia e Giovinco queste cose le ha vissute alla Juventus. Però si vince tutti insieme e mai da soli».

È innegabile però il miglioramento della società negli ultimi due anni.

«Bill Manning ha fatto un ottimo lavoro. Quando parlo di squadra parlo anche della società, perché ha scelto le persone con cui collaborare e ha trovato il feeling per lavorare tutti verso l’obiettivo».

Un salto di qualità obiettivo.

«Gli elogi a società, giocatori e staff tecnico per dove è arrivato Tfc penso valgano a prescindere dal risultato nella finale. Quella è il coronamento, soprattutto se giochi in casa. Tutti quanti, in primis Bil Manning, hanno fatto un ottimo lavoro».

Questa stagione ha fatto registrato un salto di qualità del calcio canadese.

«Significa che è stato fatto un ottimo lavoro. Nel calcio, come negli altri sport, per costruire un club ci vuole tempo. Credo che quello che sta succedendo sia figlio della programmazione e di un ottimo lavoro, che non è partito ieri».

Si parla addirittura della nascita di una lega canadese.

«Da quello che ho capito, parlando con i miei amici quando vengo su, c’è un grande movimento giovanile. Anche questo è figlio di un lavoro. Un cambio di filosofia che comincia a ripagare e credo vada a merito di chi ha condotto e aiutato questa situazione».

Quindi questa finale più che un punto d’arrivo dev’essere un primo passo verso un ulteriore crescita.

«Questi passi significano che non c’è solo la quantità ma anche la qualità. E questo è frutto di un lavoro che va elogiato e continuato».

Un pronostico per sabato?

«Come torontino adottivo è chiaro che tifo per Toronto Fc, per Giovinco e per tutti. Questo è poco, ma sicuro. È chiaro che quando arrivi lì non sei l’unico che vuole vincere, ci sono anche gli altri. Però mi auguro che giocare in casa aiuti».

Il pubblico può aiutare?

«Tutto serve, perché le partite possono partire in tanti modi. Nelle finali non c’è nulla di scontato. Quindi il supporto del pubblico e dei tifosi sarà sicuramente importante ».

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