Toronto

In viaggio sulla Linea 5: vi raccontiamo com’è (con video e foto)

TORONTO – Ma allora com’è, realmente, questa nuova Linea 5 della subway, attesa dai torontini per ben quindici anni? L’abbiamo provata subito, sia domenica – giorno dell’apertura ufficiale: rileggete il nostro articolo qui – sia lunedì, ieri, per testarla anche in un ordinario giorno di lavoro. E lo abbiamo fatto, sì, da giornalisti, ma anche da pendolari, dal momento che chi scrive percorre più o meno la stessa tratta, tutti i giorni, da quasi tre anni, per raggiungere la redazione del Corriere Canadese. Ecco qua, dunque, il nostro racconto di due viaggi sulla “Eglinton Crosstown LRT”, meglio nota come Linea 5, “Eglinton”, o più semplicemente come “l’arancione”, la linea “orange”.

L’inaugurazione: domenica 8 febbraio

Finita la giornata di lavoro in redazione al 75 di Dufflaw Road, raggiungo la stazione di Fairbank, all’incrocio fra Dufferin Street ed Eglinton Avenue West, con l’autobus 29. Sono le 17.19 di domenica pomeriggio. Le porte scorrevoli si aprono davanti a me: l’ingresso della stazione è grande, arioso, e naturalmente pulitissimo, visto che la struttura è nuova “di pacca”, come si dice in Italia. Scendo diverse rampe di scale e mi ritrovo sulla banchina: c’è un po’ di gente, del resto è il giorno dell’inaugurazione ed il servizio è gratuito. C’è grande curiosità: molti fanno foto e video, altri esplorano la stazione mentre attendono il treno. Io devo andare in direzione Est, quindi verso Yonge and Eglinton. Mentre aspetto, ascolto gli annunci di servizio: sono in Inglese e Francese; finora, sulle altre linee della subway avevo sentito messaggi soltanto in Inglese. Peraltro, ogni tanto le due “voci” si accavallano e non si capisce niente. Dovranno regolare meglio la riproduzione, penso.

L’attesa è breve: il mio treno arriva alle 17.23, quindi ho aspettato quattro minuti. Salgo, il convoglio è già strapieno e dai discorsi dei miei sconosciuti compagni di avventura capisco che quasi tutti sono lì giusto “per provare l’arancione”.

Il treno è pulito (nuovo “di pacca” pure quello) ma non posso “testare” i sedili perché sono tutti occupati. E stando in piedi, mi accorgo che il conducente deve “prendere le misure” con i freni, probabilmente ancora troppo… nuovi: in ogni stazione, ci si ferma “a scossoni” e qualcuno rischia di cadere. Arrivo comunque sano e salvo alla stazione di Eglinton (su Yonge) alle 17.38: ci ho messo 15 minuti, con l’autobus ce ne sarebbero voluti 25, al netto però dell’attesa alla fermata (quindi sarebbero stati di più). E poi aspettare l’autobus sulla strada, all’aperto, con una temperatura di -15° è ben diverso dall’aspettare la “metro” al coperto: non è sicuramente un dettaglio da poco!

Dunque, scendo a Eglinton e, senza uscire dalla stazione, raggiungo con facilità – grazie alle indicazioni ben piazzate e chiare, e con le scale mobili – i binari della linea gialla, dove prendo il mio treno per York Mills. Destinazione: casa.

(Qui sotto, una serie di video del primo dei due viaggi raccontati in questo articolo)

Il primo “weekday”: lunedì 9 febbraio

Il vero “test” è quello del “weekday”, il giorno di lavoro. Ad un’inaugurazione (oltretutto di domenica) è sempre tutto bello e buono: vediamo com’è davvero il servizio in un giorno “vero”, una qualunque giornata di lavoro.

È lunedì, mattina presto. Arrivo alla stazione Eglinton (su Yonge) con la “gialla” da York Mills, alle 07.02: una volta sceso dal treno, arrivo facilmente alla Linea 5 seguendo le indicazioni. La scala mobile, però, a differenza di ieri, stamani già non funziona. Fortunatamente (per chi ne ha bisogno) l’ascensore sì: me ne accorgo osservando un passeggero che arriva trascinando una pesante valigia e, dopo aver guardato con disappunto la scala mobile ferma, provare a chiama l’ascensore e tira un sospiro di sollievo: va!

Gli annunci bilingue funzionano meglio rispetto a domenica: Inglese e Francese non si accavallano più ed è tutto più comprensibile. Sulla banchina c’è meno gente di domenica e l’attesa è leggermente più lunga, il treno arriva alle 7.09. Poco male, comunque, perché stavolta riesco a sedermi: sui convogli c’è gente – tutti pendolari – ma non il “pienone” di domenica, quindi posso “testare” il sedile che mi sembra comodo anche se non resto seduto abbastanza per poterlo giudicare bene… arrivo infatti a Fairbank alle 7.21, in soli dodici minuti, meno dei quindici di domenica per lo stesso tragitto, ma all’inverso. Salgo in superficie con la scala mobile (che qui funziona) e sono magicamente all’incrocio fra Dufferin ed Eglinton. Un po’ prima, e forse anche un po’ meno infreddolito del solito…

(Qui sotto, una serie di video del secondo dei due viaggi raccontati in questo articolo)

Gli utenti possono fornire feedback sulla nuova linea direttamente alla TTC tramite un sondaggio online all’indirizzo https://www.ttc.ca/riding-the-ttc/line-5-eglinton.

Ecco, infine, alcune informazioni utili sulla Linea 5 “Eglinton”, tratte dal sito web della TTC (qui).

Il servizio di metropolitana leggera (LRT) della Linea 5 Eglinton è stato lanciato in modalità “soft opening” e sarà operativo fino alle 23:00 tutte le notti:

  • Dal lunedì al sabato, dalle 5:30 alle 23:00
  • Domenica, dalle 7:30 alle 23:00
  • Festivi, dalle 5:30 alle 23:00

Il servizio navetta della Linea 5 Eglinton sarà operativo tutte le notti dalle 22:00 all’1:20, in sostituzione del servizio LRT della Linea 5. Il servizio navetta della Linea 5 effettuerà il prelievo e il rientro dei clienti all’interno dei terminal degli autobus di Kennedy, Eglinton, Cedarvale e Mount Dennis, come previsto dalle normali operazioni. In tutte le altre stazioni, il servizio navetta della Linea 5 servirà le fermate su strada situate in prossimità delle stazioni LRT della Linea 5 lungo il corridoio di Eglinton Avenue.

Gli autobus 34 Eglinton saranno operativi anche nei giorni feriali e il sabato dalle 6:00 all’1:30 e la domenica dalle 8:00 all’1:30, con corse ogni 20 minuti.

Nella galleria fotografica qui sotto, alcune foto dei nostri “viaggi” sulla Linea 5 di domenica e lunedì (tutte le foto e i video sono di Marzio Pelù / Corriere Canadese)

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