Cultura

Il famigerato falsificatore d’arte italiano arriva su Netflix

TORONTO – Dopo il recente annuncio sulla volontà di intensificare la produzione di film originali italiani, Netflix ha annunciato alcuni dei suoi prossimi film che spaziano in diversi generi, dall’azione e sport al dramma e alla commedia. Ciò, a seguito di un investimento sostanziale negli ultimi quattro anni che ha visto Netflix contribuire con oltre 1,1 miliardi di euro all’economia italiana, creando un’ondata di posti di lavoro nella produzione in tutto il paese. E uno di quegli originali italiani viene pubblicato oggi – Il Falsario.

Il film è ispirato alla storia vera di Toni Chichiarelli, un falsario d’arte che ha sfruttato il suo talento artistico lavorando per gang e truffatori. Chichiarelli fu anche notoriamente coinvolto negli episodi che seguirono il famigerato rapimento nel 1978 dell’allora primo ministro italiano, Aldo Moro, falsificando una lettera in cui sosteneva che Moro fosse stato giustiziato. La trovata aiutò a distogliere l’indagine dal luogo dove le Brigate Rosse nascondevano Moro.

Chichiarelli, sospettato di essere un neofascista e informatore, non era un membro ufficiale dell’organizzazione paramilitare di estrema sinistra, ma svolgeva il ruolo di agente provocatore per loro.

Le sue affiliazioni erano con la Banda della Magliana, un gruppo criminale del quartiere romano sospettato di essere strettamente legato alla Cosa Nostra, alla Camorra e alla ’Ndrangheta.

Il suo coinvolgimento in falsificazioni criminali ad alto rischio raggiunse il culmine con la cosiddetta “Rapina del Secolo” nel 1984. Una rapina orchestrata da Chichiarelli in cui lui e due complici derubarano una cassaforte Securmark a Roma per trentacinque miliardi di lire (oggi cinquanta milioni di euro).

I tre lasciarono prove false che incriminavano le Brigate Rosse, dopo aver immobilizzato e incatenato le guardie di sicurezza.

Per sei mesi Chichiarelli visse in modo sfrenato e in grande stile grazie al bottino, finché la vendetta non arrivò sotto forma di sei proiettili. Il suo omicidio rimane irrisolto, insieme a molti dettagli delle imprese criminali di Chichiarelli.

Per molti, in vita, era conosciuto semplicemente come proprietario di una fabbrica di porcellana e di una galleria d’arte, e come collezionista di dipinti.

Il regista de Il Falsario Stefano Ludovichi guarda alla vita di Chichiarelli come a un “genio artistico” smarrito – o come viene descritto nel film: cosa sei disposto a fare per arrivare dove vuoi essere? Considerando che Chichiarelli proveniva da un piccolo borgo in Abruzzo, orfano della madre all’età di tre anni e persi i due fratelli a tredici, la sua propensione alla sopravvivenza, per quanto discutibile, aveva perfettamente senso.

Nel ruolo principale di Chichiarelli c’è Pietro Castellitto che interpreta il suo personaggio con identità in evoluzione, spesso astuto ma con un senso di tragedia – che un uomo così talentuoso artisticamente possa impigliarsi in circoli così illeciti del sottobosco criminale romano; e che l’amore per la pittura potesse portare una svolta così inaspettata ai margini della società rispettabile o, peggio, nelle profondità della criminalità organizzata.

Immagini per gentile concessione di Netflix   

Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix

More Articles by the Same Author: